Storia di un pulpito

Nel centro del Duomo di S. Donà, addossato alla parete sinistra, c’era un pulpito, imponente per grandezza e di bella fattura. In anni lontani, da giovane prete, anch’io vi salii sopra durante una novena di Natale, e confesso che ero trepidante, anche se un po’ lusingato per la chiamata a parlare a tutta quella gente, perchè a quei tempi la novena di Natale vedeva il Duomo zeppo di fedeli.

Una Domenica i sandonatesi arrivati in Duomo per la S. Messa non trovarono più il pulpito. L’altoparlante l’aveva vinta in concorrenza, e il pulpito era finito in pensione, confinato sopra la sacrestia del Duomo.

Per molti anni là rimase dimenticato da quasi tutti; ma un bel giorno, Natale 1984, riapparve in Duomo a riprendere un venerato servizio come altare, nella nuova cappella invernale. La sua ricomparsa non fu senza eco; davanti al vecchio pulpito diventato altare, per un po’ di tempo dopo messa, fermavano gruppetti di persone a guardare bene, ad osservare i particolari. per concludere che era proprio “LUI” il vecchio pulpito, dal quale per tanti anni aveva parlato Mons. Saretta …. pareva quasi di risentire quella voce, quei toni commossi, quei richiami accorati, quelle ammonizioni severe, quella gioia negli annunci festosi. quel pianto nelle disgrazie, quel Vangelo sempre fedelmente proclamato come annuncio di salvezza…Quanta commozione a ricordare quella voce!
A me non è toccata la sorte di udirla da quel pulpito, ma ho avuto la fortuna di vivere un lungo tratto di vita con un popolo ammaestrato nella Fede e guidato nella vita da quella voce. Confesso la ammirata meraviglia, nei primi tempi della mia permanenza a S. Donà di fronte alle tante esemplari testimonianze di vita cristiana riscontrate tra il popolo sandonatese figlio spirituale di Mons. Luigi Saretta. Un popolo, generalmente povero, non per propria negligenza, di istruzione scolastica, ma ricco di istruzione religiosa, con una Fede a tutta prova di vita, guidato da una coscienza morale fondata sulla legge Evangelica, un popolo forte nelle prove, capace di non scoraggiarsi, di superare le difficoltà, dì ricominciare con costanza dopo le tragedie delle guerre. Un popolo che a motivo della struttura socio-economica dominante godeva di pochi diritti ed era richiesto di troppi doveri, ma che, alla scuola del maestro che insegnava dal pulpito aveva acquisito la coscienza della propria dignità e del valore dei diritti uniti alla responsabilità dei doveri.
Il pulpito del Duomo fu per generazioni di sandonatesi una cattedra di educazione alla Fede e di formazione alla vita, su quella cattedra fu maestro sapiente e saggio Luigi Saretta.
Altre cattedre a me piace ricordare, accanto a quella del Duomo, quelle su cui sedettero con umile spirito di servizio insegnanti elementari e di altri tipi dì scuola e che in buona armonia con la cattedra del Duomo operarono sempre perché la vita e la storia dei sandonatesi fosse “‘vita e storia cristiana di un popolo”.

Mons. Bruno Gumiero