Caro Diogneto: un’esperienza antica, che è sempre attuale

Enzo Bianchi, priore del monastero di BoseNegli anni in cui erano redatti gli ultimi libri del Nuovo Testamento, un autore a noi sconosciuto indirizzava un breve scritto a un tal Diogneto, un pagano cittadino dell’impero romano, per spiegargli la novità del cristianesimo, chi erano i cristiani, minoranza ormai presente in tutto il Mediterraneo.
Quegli anni erano un tempo di semina per la chiesa, una stagione in cui i cristiani erano a volte osteggiati, talora anche perseguitati, tuttavia essi sapevano nutrire nel loro cuore la macrothymia, questa capacità divina che consente di “sentire in grande”, di leggere la storia e vedere l’umanità con grande amore e forte speranza.
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