La terza riflessione in preparazione alla festa patronale

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Duilio Corompai - Transito di S. Giuseppe (Duomo - particolare)Commento alla terza parte dell'Ave Maria di giovedì 20 settembre 2012

Anche io come Francesca e Luca nei giorni scorsi sono stato contattato da don Gino per proporre all'assemblea una riflessione sulla preghiera dell'Ave Maria, nello spirito del Concilio Vaticano Secondo, di cui l'11 ottobre ricorre il 50° anniversario dell'apertura. Il Concilio auspicava una sempre maggior partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, non solo nelle attività caritative ma anche nella diffusione del messaggio evangelico. Con questo spirito ho accettato la proposta ed ho così colto l'occasione per studiare un po' meglio questa preghiera, consapevole del fatto che si è spinti ad un miglior lavoro di comprensione quando si ha l'impegno di insegnare o spiegare qualcosa agli altri.

Tutti noi siamo abituati, fin da bambini a recitare la preghiera dell'Ave Maria e non è facile parlare di qualcosa che tutti conoscono o credono di conoscere. Ad esempio diamo forse per scontato che questa preghiera sia molto antica anche se in realtà, nella sua versione completa e attuale non è tanto antica quanto possiamo immaginare, almeno in confronto con la vita della Chiesa.
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La seconda riflessione in preparazione alla festa patronale

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Madonna del rosario - Vetrata del duomo di San Donà (particolare)"tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno"

Quando don Gino, qualche giorno fa, mi ha chiesto di intervenire con un breve pensiero durante il triduo di preparazione alla festa di Santa Maria delle Grazie, non posso nascondere di essere rimasto sorpreso. Tra i tanti parrocchiani certo non mi sarei mai aspettato una simile proposta, tanto più con riguardo ad una figura così cara com'è la Vergine Maria.

Pensandoci un po', la richiesta non è stata poi così "audace": innanzitutto perché ciascun laico, come sottolinea il Concilio Vaticano II, in quanto battezzato e inserito nella comunità dei credenti, è chiamato ad esprimere, condividere la propria fede e le intuizioni che essa suscita in lui.

In secondo luogo perché la figura di Maria è una tra quelle più familiari per un cristiano. Fin da piccolissimi siamo stati accompagnati dai genitori a qualche sua rappresentazione (statua, immagine, icona) ad accendere un cero, una candela, a chiedere la sua materna protezione; poi la prima preghiera che abbiamo recitato e imparato è stata l'"Ave Maria", recitata anche nel rosario. Ed ancora l'abbiamo "scoperta" come protettrice, come patrona non solo della nostra città, ma di una moltitudine di gruppi ed associazioni, non da ultima l'Azione Cattolica a cui sin da bambino orgogliosamente aderisco.
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La prima riflessione in preparazione alla festa patronale

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AnnunciazioneRiflessione sulla preghiera dell' Ave Maria

In occasione di queste tre serate di preparazione alla festa della nostra Patrona, sono stata invitata da Don Gino, e così  altri due parrocchiani nelle prossime serate a tenere un momento di riflessione sul significato della preghiera dell'Ave Maria.

Forse qualcuno tra voi si chiederà a che titolo visto che non siamo abituati a sentire un laico commentare le Sacre Scritture, eppure ciò è possibile dopo i cambiamenti apportati nella Chiesa dal Concilio Vaticano II. Da allora l'autorità del clero ha dato sempre più spazio ai laici in ogni aspetto della vita cristiana e una maggiore responsabilità nella missione dell'"Annuncio".
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Cos’è la preghiera? Intervista a Enzo Bianchi

Enzo BianchiIntervista a Enzo Bianchi, Priore di Bose - JESUS,

Monastero di Bose

Quale ragione l’ha spinta a scrivere un libro sulla preghiera? (Enzo Bianchi, Perchè pregare, come pregare ed. San Paolo)

Avevo scritto prima dei 30 anni un libro sulla preghiera, che conobbe un grande successo (Il corvo di Elia, 1972). A distanza di quasi 40 anni ho avvertito la necessità di porre di nuovo, innanzitutto a me stesso, alcune domande sulla preghiera: perché pregare? Come pregare? Quali sono gli ostacoli alla preghiera? Tenendo inoltre conto dei cambiamenti intervenuti nel mio modo di vivere la fede nonché dell’esperienza di aver ascoltato tanti uomini e donne, i quali mi confidano le loro gioie e le loro difficoltà nel pregare, ho deciso di scrivere questo libro. Anche perché, se è vero che oggi la preghiera sembra conoscere un risveglio e un rinnovato interesse, sovente mi domando se questo fenomeno non vada collocato all’interno di una religiosità che non corrisponde alla vera preghiera cristiana, la quale nasce dall’ascolto di Dio. Nella preghiera cristiana, infatti, Dio precede ogni nostro sforzo: prima che lo cerchiamo lui ci ha cercato, prima che gli rispondiamo lui ci ha chiamato, prima che gli offriamo la nostra attenzione e la nostra vita lui ci ha amato in modo gratuito e preveniente.

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