In Brasile si festeggiano i 40 anni di Messa di don Ugo Montagner

P. Ugo MontagnerFesteggiati nella Parrocchia “Nostra Signora delle Vittorie“, ad Alto Parnaiba (Stato del Marañhau), i 40 anni di sacerdozio del missionario p. Ugo Montagner dal 1978 in Brasile.
P. Ugo non dimentica certo le sue origini sandonatesi e quest’anno – per festeggiare assieme alla sua città il felice anniversario – è riuscito a fare una “cappatina” in Italia per
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Il ricordo di p. Vincenzo Tonetto, “patrono” dei laici saveriani in Brasile

P. Vincenzo TonettoDomenica 7 settembre alla Messa delle 11 nella chiesa parrocchiale di Fiorentina si ricorda p. Vincenzo Tonetto, il missionario originario di Calvecchia morto nel 2010.

Recentemente, a Piracicaba (regione San Paolo, Brasile), dove ha operato per molti anni il nostro missionario, il portavoce dei laici saveriani ha riportato una bella notizia: “nel nostro incontro di febbraio

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Ricordando Dom Helder Camara

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Dom Helder CamaraDom Helder Camara è morto il 28 agosto 1999 a 90 anni: arcivescovo di Recife, è stato per tutta la vita voce dei poveri, espressione della tenerezza di Dio.
L'ultima volta che lo incontrai, sei anni fa, mi sembrò come rimpicciolito. Quei suoi immensi occhi, le grandi orecchie, la grande fronte lo facevano somigliare a una uistitì, una di quelle minuscole scimmiette brasiliane che tremano nelle mani dei loro venditori. Prima ci fu la messa che egli celebrava quasi cantando nella sua gioia di ministro del Signore; quando scese dall'altare per distribuire l'eucarestia, teneva la pisside accanto al cuore, come se fosse un bambino. Poi parlammo con lui nel piccolo patio del convento in cui viveva, ricordando lontani incontri romani; prima di andarcene ci chiese se volevamo fargli un regalo... Lo guardammo un po' sorpresi: "Mi cantereste Quel mazzolin dei fiori? - domandò. Mi piace tanto". Così in quell'angolo di città equatoriale le nostre voci incerte intonarono la più nota delle canzoni di montagna italiane; e un grande sorriso si distese sul volto dell'arcivescovo dei poveri.
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Veglia a Copacabana, le parole del Papa ai giovani: “Siate costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore!”

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GMG 2013Oltre due milioni di giovani alla Veglia di preghiera a Copacabana per la XXVIII Giornata mondiale della gioventù di ieri sabato 27 luglio 2013. Nel suo discorso il Papa parte dalla storia di san Francesco d'Assisi:
"Davanti al Crocifisso sente la voce di Gesù che gli dice: "Francesco, va' e ripara la mia casa". E il giovane Francesco risponde con prontezza e generosità a questa chiamata del Signore: riparare la sua casa. Ma quale casa? Piano piano, si rende conto che non si trattava di fare il muratore e riparare un edificio fatto di pietre, ma di dare il suo contributo per la vita della Chiesa; si trattava di mettersi a servizio della Chiesa, amandola e lavorando perché in essa si riflettesse sempre più il Volto di Cristo".
"Anche oggi il Signore continua ad avere bisogno di voi giovani per la sua Chiesa. Partendo dal nome del luogo dove ci troviamo, Campus Fidei, Campo della Fede, ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: la prima, il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento; e la terza, il campo come cantiere".
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Sintesi dei discorsi di papa Francesco di giovedì 25 luglio a Rio de Janeiro: favela di Varginha, Cattedrale di Rio, lungomare di Copacabana

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gmg 2013Alla favela di Varginha

Il Papa ha visitato la favela di Varginha, una ex discarica occupata nel 1940 e ha iniziato il suo discorso nel campo di calcio con una esclamazione: "È bello poter essere qui con voi! Che bello! Fin dall'inizio, nel programmare la visita in Brasile, il mio desiderio era di poter visitare tutti i rioni di questa Nazione. Avrei voluto bussare a ogni porta, dire "buongiorno", chiedere un bicchiere di acqua fresca, prendere un "cafezinho", non un bicchiere di cachaça ... parlare come ad amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni... Ma il Brasile è così grande! E non è possibile bussare a tutte le porte! Allora ho scelto di venire qui, di fare visita alla vostra Comunità" che "oggi rappresenta tutti i rioni del Brasile. Che bello essere accolti con amore, con generosità, con gioia! Basta vedere come avete decorato le strade della Comunità; anche questo è un segno di affetto, nasce dal vostro cuore, dal cuore dei brasiliani, che è in festa! Grazie tante a ognuno di voi per la bella accoglienza! Ringrazio gli sposi Rangler e Joana per le calorose parole".
"Fin dal primo momento in cui ho toccato la terra brasiliana e anche qui in mezzo a noi mi sento accolto. Ed è importante saper accogliere; è ancora più bello di qualsiasi abbellimento o decorazione. Lo dico perché quando siamo generosi nell'accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po' di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo. So bene che quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla vostra porta, voi trovate sempre un modo di condividere il cibo; come dice il proverbio, si può sempre "aggiungere più acqua ai fagioli"! Si può sempre "aggiungere più acqua ai fagioli"? Sempre! E voi lo fate con amore, mostrando che la vera ricchezza non sta nelle cose, ma nel cuore!".
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Ci scrive suor Antonietta Tardivo, sandonatese, missionaria salesiana in Brasile

suor Antonietta Tardivo, missionaria sandonateseRev.do Signor Parroco,

Qui, dal lontano e caldo Brasile ( iniziamos l’estate! ) gli AUGURI, a Lei, a tutti i Parrocchiani della mia cara e bella citta Natale – San Donà di Piave – Che la Grazia del Santo Natale, si stenda su tutti, in tutti i giorni del Nuovo Anno: 2013.

Un ringraziamento a Lei, signor Parroco,

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Sostegno a distanza: resoconto Caritas 2012

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depliantScarica il depliant
Cari sostenitori e sostenitrici nel corso dell'anno 2012, grazie al vostro contributo, la somma raccolta a favore del sostegno a distanza per i progetti in Myanmar, Cile e Brasile è stata di € 14.825,00 totali.
In particolare:

Myanmar
Case per bambini orfani o poveri
Suore della Riparazione C.F.P. S. Luigi
La cifra raccolta è pari a €.6.106,00

Tale somma, scrive Sr. Martha, è stata utilizzata per acquistare riso, vestiti, materiale scolastico, pagare la tassa per le medicine e altre necessità simili per i 34 bambini che vivono al Bawide Convent e non solo. Ci sono, infatti, anche famiglie molto povere che, pur non affidando i loro bambini alle suore, ad esse si rivolgono per avere qualcosa da mangiare.
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Brasile – Beija-flor, una nuova speranza per bambini e ragazzi di Massaranduba

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Logo progetto Beija FlorSalvador de Bahia, quartiere Massaranduba, parrocchia di Nossa Senhora da Piedade, dove operano le Volontarie della Carità di Lucia Schiavinato.

Il Brasile, fortunatamente e finalmente, sta decollando. Purtroppo questo grande paese si porta però dietro una storia di disuguaglianze che le politiche degli ultimi anni, pur importanti, hanno solo scalfito.

Così i bambini che nascono e crescono nelle periferie, figli di povera gente senza lavoro regolare e senza istruzione, sono ancora pesantemente svantaggiati nei confronti dei coetanei più benestanti che vivono nei quartieri cosiddetti “nobili”.

Le scuole dei primi sono di qualità inadeguata, quando quelle dei secondi sono buone anche secondo gli standard del cosiddetto primo mondo. Le famiglie dei secondi sono in grado di seguirli e accompagnarli negli studi fornendo un ambiente stimolante per l’apprendimento, mentre i primi sono lasciati a se stessi, il più delle volte nella strada, con tutte le sue insidie, come unico posto dove crescere.

Più grave ancora: la società passa ai figli benestanti la certezza che un domani saranno qualcuno, mentre i favelados si convincono di non avere prospettive e speranze per il futuro. La diffusione della droga e delle gravidanze adolescenziali sono due delle conseguenze della poca considerazione di se che i ragazzi finiscono per introiettare.

La realtà della nostra periferia (quartieri di Massaranduba, Uruguai e Jardim Cruzeiro nella città di Salvador Bahia) non fugge da questa situazione e piange il cuore vedere il treno dello sviluppo passare e i nostri ragazzi rimanere appiedati perché non riescono a salire il primo gradino (anche solo imparare a leggere).

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Ci scrive d. Francesco Cibin, missionario in Brasile

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Francesco Cibin, missionarioNatal – Brasile 6 dicembre 2012

Carissimo Gruppo Missionario del Duomo,
scusatemi se solo oggi rispondo alla vostra e-mail. Purtroppo quando rimaniamo fuori dalla parrocchia alcune settimane, quando rientriamo troviamo un mucchio di cose da risolvere. Ma eccomi a voi per dirvi che ho ricevuto con gioia la vostra lettera che mi ha fatto rivivere il bel incontro avuto con voi nel Istituto San Luigi, incontro cosi intimo che è servito per tornare ancora più saldi i nostri legami di amicizia sincera e desiderio di crescere nell´ideale missionário.
Ritornare ai luoghi dove abbiamo vissuto la nostra gioventù e alimentato la nostra fede e dove è sorta pure la nostra vocazione sacerdotale e missionaria ed essere accolti con tanta apertura d'animo, rifranca il nostro spirito e ci da forza per riprendere con maggior impegno e generosità le nostre attività pastorali.
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Incontro con P. Francesco Cibin, da cinquant’anni in Brasile

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Padre Francesco Cibin, missionario sandonateseAd una settimana dal suo rientro in Brasile, dopo una breve vacanza a San Donà, il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha incontrato il salesiano p. Francesco Cibin che dal 1962 vive in Brasile.
Dopo cinque anni dal suo ultimo rientro in Italia ha percepito dei cambiamenti che lo hanno sorpreso, amaramente purtroppo. Ha notato infatti una fede un po' più fredda ed è rimasto impressionato dallo sgretolamento delle famiglie e dal problema dei giovani. Lì in Brasile si parla di Europa in termini di crisi...
L'amico missionario sandonatese, nel ringraziare per la vicinanza e l'amicizia che gli permettono di rimanere unito alla terra d'origine cui sempre rimane legato, ha riassunto ai presenti le vicende della sua vocazione e vita missionaria, che riportiamo di seguito quale contributo all'intera comunità.

La chiamata alla vocazione religiosa

La vocazione sacerdotale del giovane Francesco Cibin "apparve come un baleno" il 13 giugno (Sant'Antonio) del 1958, durante la Messa in Duomo, celebrata in ricordo di suo nonno. Aveva 18 anni e lavorava assieme ad uno dei fratelli nell'azienda agricola di famiglia. Dopo quell'illuminazione, a piedi scalzi tornò a casa (nella zona di Via Code) e manifestò la sua intenzione ai genitori. La reazione del padre fu che fosse... uscito di testa! Il giorno dopo il giovane ritornò a Messa ed ebbe la stessa sensazione.
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I 100 anni di don Ernesto Montagner e i 60 di Pedrinhas Paulista

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Celebrazioni per il 60° anniversario di Pedrinhas PaulistaIl 21 settembre 2012 ricorre il 60° anniversario della fondazione di Pedrinhas Paulista (Brasile).
Quanti sandonatesi si ricordano di questa storia?
Negli anni 50 molte famiglie di San Donà e di tutto il Veneto sono partite per la Lombardia e il Piemonte, e verso altri paesi Europei o l’America per cercare migliori condizioni di vita.
In Brasile hanno fondato la cittadina di Pedrinhas Paulista - (guarda dove è Pedrinhas Paulista)
Don Ernesto Montagner,  nato a Salgareda (TV) il 12 luglio 1912, fu cappellano di Passarella dal 1940 al 1952, e poi inviato come guida spirituale per quella comunità di migranti. La diocesi di Treviso lo ricorda come il primo prete diocesano a stabilirsi in Brasile.
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