E’ morto don Franco Marton

don Franco MartonDomenica 24 aprile è morto don Franco Marton, già direttore del Centro Missionario diocesano.

Le esequie, presiedute dal Vescovo Gianfranco Agostino Gardin, giovedì 28 aprile alle ore 10:00 nel Duomo di Treviso.

Don Franco ha interpretato in diocesi la stagione postconciliare, segnando molte delle scelte pastorali di questi decenni. Assieme a don Gino Perin e a don Lino Pellizzari

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Ricordando Dom Helder Camara

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Dom Helder CamaraDom Helder Camara è morto il 28 agosto 1999 a 90 anni: arcivescovo di Recife, è stato per tutta la vita voce dei poveri, espressione della tenerezza di Dio.
L'ultima volta che lo incontrai, sei anni fa, mi sembrò come rimpicciolito. Quei suoi immensi occhi, le grandi orecchie, la grande fronte lo facevano somigliare a una uistitì, una di quelle minuscole scimmiette brasiliane che tremano nelle mani dei loro venditori. Prima ci fu la messa che egli celebrava quasi cantando nella sua gioia di ministro del Signore; quando scese dall'altare per distribuire l'eucarestia, teneva la pisside accanto al cuore, come se fosse un bambino. Poi parlammo con lui nel piccolo patio del convento in cui viveva, ricordando lontani incontri romani; prima di andarcene ci chiese se volevamo fargli un regalo... Lo guardammo un po' sorpresi: "Mi cantereste Quel mazzolin dei fiori? - domandò. Mi piace tanto". Così in quell'angolo di città equatoriale le nostre voci incerte intonarono la più nota delle canzoni di montagna italiane; e un grande sorriso si distese sul volto dell'arcivescovo dei poveri.
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A messa senza orologio

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Messa di Papa FrancescoA cinquant'anni dalla promulgazione del documento Sacrosanctum Concilium, il primo del Concilio Vaticano II e dedicato alla liturgia, Papa Francesco ha dedicato la sua omelia del 10 febbraio a S. Marta alla messa: "A messa senza orologio".

Questa l'interessante sintesi fatta dall'Osservatore Romano.

Alla messa non si va con l’orologio in mano, come se si dovessero contare i minuti o assistere ad una rappresentazione. Si va per partecipare al mistero di Dio.

Per spiegare il senso di questo incontro ravvicinato con il mistero, Papa Francesco ha ricordato che il Signore ha parlato al suo popolo non solo con le parole. “I profeti – ha detto – riferivano le parole del Signore. I profeti annunziavano. Il grande profeta Mosè ha dato i comandamenti, che sono parola del Signore. E tanti altri profeti dicevano al popolo quello che il Signore voleva”. Tuttavia “il Signore – ha aggiunto – ha parlato anche in un’altra maniera e in un’altra forma al suo popolo: con le teofanie. Quando cioè lui si avvicina al popolo e si fa sentire, fa sentire la sua presenza proprio in mezzo al popolo”. Ed ha ricordato, oltre all’episodio proposto dalla prima lettura (1 Re 8,1-7.9-13) alcuni passaggi riferiti ad altri profeti.

“Succede lo stesso anche nella Chiesa – ha spiegato il Papa –”.

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Le Discepole del Vangelo ricordano i loro primi 40 anni

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fonte: Diocesi di Treviso

Una comunità risiede anche nella nostra città di San Donà di Piave.

Domenica 15 settembre a Castelfranco la celebrazione presieduta dal Vescovo

Nel 40° anniversario della loro fondazione, la Comunità delle Discepole del Vangelo ricorderà il cammino finora percorso durante un pomeriggio di preghiera e testimonianze, con la messa presieduta dal Vescovo. L'appuntamento è per domenica 15 settembre alle ore 15, a Castelfranco, nella Fraternità principale (via Poisolo 34/b); si inizierà con una serie di testimonianze di amici della fratenità, cui seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, mons. Gianfranco Agostino Gardin. Seguirà un momento conviviale e fraterno. Info: 0423724856, segreteriadiscepole@tiscali.it.

La fraternità delle Discepole del Vangelo è nata nel 1973 da un gruppo di suore desiderose di vivere la vita religiosa in modo autentico, conformemente al Vangelo e alleindicazioni del Concilio Vaticano II.

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35° anniversario dell’elezione di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I

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Albino Luciani, PapaDa Vescovo e Patriarca fu anche a San Donà.

"Il 26 agosto, dopo un rapidissimo conclave — due giorni e quattro votazioni — venne eletto Papa il patriarca di Venezia, che prese il nome di Giovanni Paolo I: Albino Luciani, «Papa del sorriso», «Papa umile», «Papa catechista», «Papa parroco del mondo», «sorriso di Dio». Il 17 ottobre 1978 avrebbe compiuto 66 anni, ma non festeggiò quel compleanno. Il suo pontificato durò appena 33 giorni. All'alba del 28 settembre il nuovo Pontefice fu trovato esanime nella sua camera da letto." (Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace).

Da Vescovo di Vittorio Veneto, prima, e poi da Patriarca di Venezia egli visitò anche San Donà di Piave...

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Parole chiave del Concilio: Democrazia

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fonte: Vita Pastorale

di Severino Dianich

Ricalibrare i rapporti tra Chiesa e Stato in maniera coerente con lo spirito e la lettera del Concilio, che ha voluto rendere la Chiesa libera da ogni legame con il potere, è un compito non perfettamente attuato, almeno in Italia.

parole chiave del Concilio: democraziaAccingendomi a studiare dal punto di vista teologico il problema dei rapporti della Chiesa con la società civile in un regime di laicità dello Stato, e scorrendo i documenti conciliari, ho osservato, con un certo stupore, che il termine "democrazia" non vi compare mai. Molte cose vi si dicono sul necessario rispetto della dignità e della libertà della persona umana, ma – mi sono chiesto – come mai non si parla direttamente di democrazia? Bisognerebbe fare un'indagine sugli Acta synodalia per appurare i percorsi della redazione dei testi. Non potendolo fare, però, è facile immaginare le ragioni, a partire dal contesto storico sia esterno che interno alla Chiesa, che hanno dissuaso i Padri conciliari dall'esprimersi con questo termine.

Al tempo del Concilio, infatti, sovrabbondavano nel mondo nazioni governate da crudeli dittature, che si ammantavano del nobile nome di repubblica popolare o repubblica democratica. Basti ricordare la Ddr, la repubblica democratica tedesca, che nel 1961, quando il Concilio stava per iniziare, a Berlino costruiva il muro e dichiarava delitto contro lo Stato, punibile con la morte, l'attraversamento del confine, mentre l'ateismo di Stato veniva imposto come la piattaforma di tutto il sistema educativo. Ce n'era abbastanza per diffidare del termine.

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“Dov’è l’altra metà della Chiesa?” Una donna al Concilio: Alda Miceli

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C'era voluta l'osservazione del cardinale di Bruxelles, Léon-Joseph Suenens, perché le donne facessero il loro ingresso al Vaticano II. Il padre conciliare, rivolgendosi agli altri 2.500 vescovi, aveva esclamato: «Dov'è l'altra metà della Chiesa?». Sarà poi all'inizio della terza sessione del Concilio, martedì 8 settembre 1964, che Paolo VI annuncerà ufficialmente la presenza di uditrici al Concilio. Il 25 dello stesso mese la francese Marie-Louise Monnet entra per prima in aula.

Tra il 1964 e il 1965, sono state 23 le donne che hanno partecipato come uditrici alle ultime due sessioni conciliari: 10 religiose e 13 laiche, provenienti da 14 nazioni. 

Alda Miceli, a sinistra fonte: http://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/L-altra-meta-del-ConcilioI nomi. Uditrici religiose: Mary Luke Tobin (USA), Marie de la Croix Khouzam (Egitto), Marie Henriette Ghanem (Libano), Sabin de Valon (Francia), Juliana Thomas (Germania), Suzanne Guillemin (Francia), Cristina Estrada (Spagna), Costantina Baldinucci (Italia), Claudia Fiddish (USA), Jerome M. Chimy (Canada). Uditrici laiche: Pilar Belosillo (Spagna), Rosemary Goldie (Australia), Marie-Louise Monnet (Francia), Amalia Dematteis vedova Cordero Lanza di Montezemolo (Italia), Ida Marenghi Miceli vedova Grillo (Italia), Alda Miceli (Italia), Luz Marìa Lngoria (Messico), Margarita Moyano Llerena (Argentina), Gertrud Ehrle (Germania), Hedwing von Skoda (Cecoslovacchia-Svizzera), Catherine McCarty (USA). L'olandese Anne Marie Roeloffzen e l'uruguaiana Gladys Parentelli sono tutt'ora viventi.

Tra queste le più conosciute sono l'australiana Rosemary Goldie, segretaria esecutiva del Comitato permanente dei congressi internazionali per l'apostolato dei laici e l'italiana Alda Miceli tra le figure più rappresentative del laicato cattolico del Novecento, presidente del Centro italiano femminile (CIF).

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Parole chiave del Concilio: l’omelia

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> di Severino Dianich

Il termine "omelia" che sta avendo fortuna nel magistero papale, in realtà non faceva parte del linguaggio cattolico prima del Vaticano II. Si usava la parola "predica". È stato il Concilio a rimettere in onore il termine classico "omelia".


Agli inizi di questo nuovo pontificato stiamo assistendo a un fatto straordinario: se sfogliamo le pagine de L'Osservatore Romano, possiamo notare che in gran parte sono occupate dalle omelie della celebrazione eucaristica quotidiana del Papa, più che da discorsi programmatici, encicliche o documenti. Non saprei dire, naturalmente, se si tratta di una precisa idea di Papa Francesco, di voler dare al suo magistero soprattutto la forma dell'omelia. Ma il fatto risveglia la prospettiva di un magistero papale, meno impostato giuridicamente e moralisticamente e più chiaramente scaturito dalla meditazione della parola di Dio all'interno dell'azione liturgica.

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31 maggio, Festa della Beata Vergine delle Grazie

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Il Duomo con il titolo Beata Vergine Maria delle GrazieIl tradizionale titolo "Beata Vergine delle Grazie", in seno alla Chiesa cattolica, trova origine nell'opera di intercessione che la Vergine opera tra l'uomo e Dio, oltre che per il fatto che Ella porta la Grazia per eccellenza, ossia Gesù.
La Sacra Congregazione dei Riti ha fissato la festività della Madonna delle Grazie il 31 maggio, in coincidenza con il ricordo della Visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta, a coronamento del Mese Mariano.
In antichità (e in molte località ancora oggi) questa festa si svolgeva invece il lunedì "in Albis" e poi il 2 luglio.
Si presume infatti che la Vergine si sia fermata da sua cugina sino alla festa dell'imposizione del nome di Giovanni, che si teneva appunto otto giorni dopo la nascita del bambino: il 2 luglio è infatti a tre mesi e otto giorni dal 25 marzo, giorno dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te" (Lc 1,28).
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Il ruolo delle Donne nella Chiesa

Il ruolo delle Donne nella Chiesa“IL RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA A 50 ANNI DAL CONCILIO VATICANO II: SFIDE E OPPORTUNITÀ”

 Domenica 19 maggio abbiamo passato mezza giornata ad ascoltare testimonianze, approfondimenti e scambi di esperienze vissute.

Ci ha guidati la prof. Anna Grisanti da Treviso, madre di famiglia, insegnante di religione e biblista.

Il ruolo delle Donne nella ChiesaIl ruolo delle Donne nella ChiesaScarica alcune testimonianze di fede della nostra città clicca qui 

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Donna forte

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Donna forteUn testo di approfondimento in vista del pomeriggio di studio della comunità parrocchiale sul ruolo delle donne nella chiesa

di Stefano Bittasi (fonte: Aggiornamenti sociali febbraio 2013)

Quando nel 538 a.C. torna alla sua terra dopo circa cinquant'anni di esilio nei territori babilonesi, Israele non è più soltanto un popolo orgoglioso della propria storia e radicato nelle proprie antiche tradizioni, ma si è arricchito grazie al confronto con le più grandi culture dell'epoca. La diaspora, cominciata in realtà già nel 721 a.C. con la grande deportazione del regno del Nord da parte degli assiri, aveva sparso il popolo per tutto il Mediterraneo e il Medio Oriente antico. L'editto del re persiano Ciro (cf. 2Cronache 36, 22-23; Esdra 1, 1-4) abroga il divieto di vivere nel territorio degli antichi regni di Giuda e di Israele che il sovrano babilonese Nabucodonosor aveva imposto ai giudei. Il rientro nella terra da parte di molti di loro diventa così l'occasione di confronto e di riflessione culturale e religiosa che porterà alla composizione definitiva di quello che oggi, in ambiente cristiano, chiamiamo Antico Testamento.

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