La terza riflessione in preparazione alla festa patronale

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Duilio Corompai - Transito di S. Giuseppe (Duomo - particolare)Commento alla terza parte dell'Ave Maria di giovedì 20 settembre 2012

Anche io come Francesca e Luca nei giorni scorsi sono stato contattato da don Gino per proporre all'assemblea una riflessione sulla preghiera dell'Ave Maria, nello spirito del Concilio Vaticano Secondo, di cui l'11 ottobre ricorre il 50° anniversario dell'apertura. Il Concilio auspicava una sempre maggior partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, non solo nelle attività caritative ma anche nella diffusione del messaggio evangelico. Con questo spirito ho accettato la proposta ed ho così colto l'occasione per studiare un po' meglio questa preghiera, consapevole del fatto che si è spinti ad un miglior lavoro di comprensione quando si ha l'impegno di insegnare o spiegare qualcosa agli altri.

Tutti noi siamo abituati, fin da bambini a recitare la preghiera dell'Ave Maria e non è facile parlare di qualcosa che tutti conoscono o credono di conoscere. Ad esempio diamo forse per scontato che questa preghiera sia molto antica anche se in realtà, nella sua versione completa e attuale non è tanto antica quanto possiamo immaginare, almeno in confronto con la vita della Chiesa.
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