Notizie dai nostri missionari: P. Bruno Zamberlan dallo Zimbabwe

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don Bruno Zamberlan, salesianoHwange (Zimbabwe), 11 ottobre 2013

Sono contento di comunicarmi con voi proprio nel Mese di ottobre, il mese del Santo Rosario. Mi viene alla mente e al cuore di domandarvi subito una preghiera. Ne ho veramente bisogno. Come sapete sono ritornato alla missione di Hwange, vicino alle cascate Vittoria, dopo esserne stato assente 6 anni, spesi questi tre in Zambia come animatore dell'ispettoria nel campo della formazione dei futuri sacerdoti e dopo tre anni in Tanzania come membro dello staff dell'istituto di filosofia ed educazione di lingua inglese.
Qui sono ritornato in una situazione non solo ecclesiale, ma anche sociale veramente molto difficile...
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Saluto a don Gino da parte della sua Comunità di Santa Maria delle Grazie

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il saluto di Alessandro Culatti Zilli, vicepresidente del Consiglio Pastorale
Audio: il saluto della comunità
a
don Gino
di Alessandro Culatti Zilli
San Donà di Piave, 25 agosto 2013
 
Carissimo don Gino. Siamo arrivati a questo momento per noi così poco desiderato ma comunque atteso, ed è per me un onore salutarti a nome della tua comunità di Santa Maria delle Grazie, la Parrocchia del Duomo di San Donà.
Già da alcuni anni ci avevi detto che per raggiunti limiti di età avevi consegnato le tue dimissioni nelle mani del vescovo e noi ci eravamo rallegrati che il vescovo ti avesse lasciato per qualche tempo qui a continuare il tuo ministero.
Ma il tempo passa e anche questi anni fruttuosi sono trascorsi, ed il tempo è giunto.
Sono 15 anni che animi con la tua presenza la vita della comunità, e quello che ci piace sottolineare è la sollecita coerenza con cui hai vissuto il tuo essere sacerdote.

Nella tua prima Omelia all'inizio del tuo servizio pastorale, il 16 maggio 1998, così esordivi:
"Poco fa il vescovo, presentandomi a voi, mi ha consegnato il libro del Vangelo e mi ha ricordato che il mio compito primario è leggerlo con voi e spiegarvelo. Egli desidera che io cominci subito. Cosa che faccio volentieri."
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La benedizione di don Gino alla comunità parrocchiale

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don Gino Perin, Duomo di San Donà 25 agosto 2013
Audio: benedizione di don Gino
 alla comunità parrocchiale

Duomo di San Donà 25.08.2013

Noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie,
Dio di provvidenza infinita, per i grandi segni di amore
che ci hai donati nella nostra vita
all'interno di questa comunità cristiana di S. Donà.

Guarda benigno questo tuo popolo educato nella fede cristiana:
tu conosci le vicende tristi e liete del nostro passato,
le gioie e le preoccupazioni del momento presente,
i progetti e le speranze per l'avvenire.

Non ci venga mai a mancare il tuo aiuto, o Padre:
benedici le persone le case e le famiglie,
benedici le scuole, i luoghi di lavoro, di cura e di assistenza
benedici ogni ambiente di vita e di promozione sociale.
Circonda del tuo amore tutti gli abitanti di questa città
nativi e immigrati, sani e malati, italiani e stranieri.

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Nuove nomine dal Vescovo per il Duomo di San Donà

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fonte: diocesi di Treviso

Nomine e avvicendamenti per i sacerdoti diocesani

Sabato 6 domenica 7 luglio sono stati resi noti nelle parrocchie della diocesi i trasferimenti e le nomine dei sacerdoti effettuati dal Vescovo. Alcuni di loro concludono il ministero di parroco per raggiunti limiti di età o per trasferimento ad altro incarico, altri vengono trasferiti in una nuova parrocchia o ricevono l'incarico per altri ministeri e servizi pastorali.

Don Gino Perin è nominato assistente spirituale della Residenza per anziani di Vedelago e collaboratore pastorale della parrocchia.

Don Emilio Francesco Vidotto è nominato penitenziere nel Duomo di San Donà.
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Don Gino lascia la guida della nostra parrocchia, arriverà don Paolo Carnio

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Ci scrive il nostro Vescovo:

Treviso, 14 giugno 2013

Carissimi presbiteri e fedeli della parrocchia di S. Maria delle Grazie in S.Donà,

don Paolo Carnio  don Gino Perin  desidero annunciarvi personalmente due eventi che riguardano la vita di questa comunità.
Anzitutto la comunicazione che don Gino Perin, da 15 anni vostro arciprete, avendo raggiunto il limite di età previsto dal Codice di Diritto Canonico per presentare le dimissioni dagli uffici ecclesiastici, anzi avendo egli accettato di continuare per altri tre anni questo ministero impegnativo, chiede ora, con motivate ragioni, di lasciare la guida della parrocchia.
       Accettando le sue dimissioni, so che San Donà, ma anche tutte le parrocchie della città, vengono private di una presenza schietta, intelligente, umanissima, capace di dialogo e di lettura dei segni di tempi.
Ma più e meglio di me voi tutti siete testimoni di un ministero sacerdotale ispirato al Vangelo e accogliente.
        A succedere a don Gino ho chiamato il reverendo mons. Paolo Carnio, da otto anni rettore del seminario diocesano, esperto formatore e guida spirituale di seminaristi e sacerdoti.
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Don Gino con noi da 15 anni

Don Gino con il vescovo Mons. MagnaniPer dare un saluto riconoscente a don Gino, in occasione del quindicesimo anniversario del suo arrivo in parrocchia avvenuto il 16 maggio 1998, riproponiamo le presentazioni che il vescovo Magnani ha fatto in quell’occasione e la prima omelia di don Gino: “Andare all’essenziale”.

In essa da subito il nostro arciprete condivideva i valori fondamentali della sua presenza tra

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Giornata dell’Unità Nazionale – commento al Vangelo in Piazza

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Bandiere in Piazza IndipendenzaCommento del Vangelo di questa domenica, Mc 12, 28-34, durante la liturgia della Parola in Piazza Indipendenza, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, 4 novembre 2012

"La Parola di Dio stamattina non risuona come ogni domenica, tra le pareti sacre della chiesa, ma qui all'aperto, sulla piazza della città, luogo civile e laico. Chi l'ascolta può essere cristiano credente, indifferente, o anche appartenente ad altro credo. Tuttavia è una parola importante per tutti.

La città è la casa comune dentro la quale viviamo tutti, fondamentalmente uguali per la natura umana, ma plurali quanto a provenienza geografica, sociale, culturale e anche religiosa.

Da sempre la religione cristiana è stata l'anima della nostra società veneta. Oggi la sua influenza è più limitata, ma il suo contributo al bene della società rimane sempre importante. Come insegna il Concilio, "la Chiesa in nessuna maniera si confonde con la comunità politica, e non è legata ad alcun sistema politico. Chiesa e società sono indipendenti ed autonome nel proprio campo, e svolgeranno il loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto più efficace quanto meglio coltiveranno una sana collaborazione tra di loro, secondo modalità adatte alle circostanze di luogo e di tempo" (GS. 76).

Come popolo credente che abita la terra di S. Donà, siamo portatori di una proposta che va oltre l'egoismo, il tornaconto di parte e i conflitti che ne derivano: è il comandamento dell'amore del prossimo fondato sull'amore di Dio Creatore e Padre, come abbiamo sentito nel testo del Vangelo appena ascoltato. Il Vangelo infatti insegna ai singoli e ai popoli ad abbattere la categoria della contrapposizione amico-nemico, per abbracciare l'etica della riconciliazione e del rispetto di ogni persona umana.

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Intervista a don Gino Perin sul Concilio Vaticano II

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don Gino PerinQuando chiesi a don Gino di potergli fare un'intervista sui temi del Concilio Vaticano II ero sicuro della sua disponibilità, conoscendo la sua predilezione per questo grande evento, che traspare ogni settimana durante le sue omelie. Non mi aspettavo, quando ci siamo incontrati, di trovarmelo davanti ad una bozza di indice e ad un libro pieno di appunti e memorie, di essere a tratti quasi travolto dalla sua ondata di ricordi, di doverlo a volte "arginare", "costringendolo", purtroppo, dentro alle domande fissate.

Che terreno trovava l'evento conciliare nella nostra diocesi?

Alla vigilia del Concilio la nostra chiesa non era in attesa di un qualche evento rigeneratore, come penso non lo fossero le altre chiese d'Italia. La nostra diocesi era fortemente sostenuta dalla sua tradizione di opere e radicamento nella gente. Tuttavia c'erano alcuni segnali di inquietudini che rivelavano la ricerca di qualcosa di diverso: il seminario vescovile, dove Mons. Carraro aveva introdotto un nuovo metodo educativo chiamato "autocontrollo o autodisciplina", il movimento giovanile della DC, un gruppo di preti che si attivarono per dar vita ad un centro diocesano di pastorale, ne sono alcuni esempi.

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L’intervento del Parroco alla benedizione di Piazza Indipendenza.

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Piazza IndipendenzaPiazza Indipendenza – Benedizione – 22.09.2012

La piazza è un luogo civico di incontro e di dialogo.
Sono lieto di prendere la parola a nome della comunità cristiana, prima di dire la preghiera di benedizione della città.
Secondo il Vangelo, anche Gesù frequentava le piazze e le strade per proporre e avviare il dialogo della salvezza.
Ricordando l'insegnamento autorevole del Concilio Vaticano II, di cui celebriamo nel prossimo ottobre il 50' anniversario dell'apertura, "la Chiesa intende continuare l'opera stessa di Cristo, il quale è venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verità, a salvare e non a condannare, a servire e non ad essere servito" (GS 3).
E' con lo stesso spirito che io auguro alla nostra bella e operosa città, di essere una casa a misura dei suoi cittadini e cittadine, di accogliere e servire tutti nella loro diversità e pluralità, promovendo il bene comune e quello di ciascuna famiglia e ciascuna persona, specialmente se debole, sola e povera.
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Corpus Domini 2012 – Omelia

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Processione del Corpus DominiC'è una parola nella bibbia che riassume uno dei significati importanti del mistero dell'EUCARISTIA che celebriamo: il pane e il vino donati, dopo essere stati miracolosamente trasformati in carne e sangue del Signore, realizzano una comune unione tra noi e Dio, che la Bibbia chiama ALLEANZA.

Diventiamo alleati Dio perché egli così ha voluto prendendo l'iniziativa già nel Vecchio Testamento. Mosè fu il mediatore della prima alleanza: seguendo i riti simbolici della sua cultura, ai piedi del Sinai, asperse il sangue dell'agnello, parte sull'altare e parte sul popolo, intendendo realizzare la decisione di Dio di stare unito insieme al suo popolo per difenderlo, guidalo e condurlo alla vera vita, come amico, e alleato.
Gesù nell'Ultima cena ha donato il suo sangue e il suo corpo per la seconda alleanza, quella nuova definitiva che anche noi celebriamo oggi. e nella quale viviamo.
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