Immigrazione: una realtà che ci interroga

Una serata in cui attraverso dati reali ed esperienze concrete si cercherà di fare una corretta informazione sulla realtà dell’immigrazione nel nostro territorio, tra accoglienza ed integrazione.
Locandina

15 aprile 2019 ore 20.45
presso la Sala Bachelet della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore

INTERVERRANNO:

Serena Boldrin, Antropologa
Antonio Sforzin, Comitato Veneto Orientale per l’Immigrazione
Marino Finotto, Comandante della Polizia locale

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Lettera dei Vescovi di Treviso e Vittorio Veneto ai cristiani e agli uomini e donne di buona volontà delle loro diocesi

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Fratelli e sorelle carissimi,

già da qualche anno al territorio delle nostre due diocesi, come del resto a tutto il nostro Paese, è chiesto di offrire accoglienza ad un certo numero di "migranti forzati", tra i quali vi sono richiedenti asilo, rifugiati e migranti economici, costretti (pagando ed indebitandosi) a partire, in particolare, dalle coste libiche. Ad oggi, in provincia di Treviso, sono presenti circa 900 migranti, arrivati sia nel 2014 che nel 2015: in media, circa 10 persone per comune, uno ogni mille abitanti.

Recentemente l'arrivo di migranti ha dato luogo a qualche episodio di particolare tensione sociale, anche a causa di scelte improvvide per la loro sistemazione. Abbiamo voluto attendere che si attenuasse un certo clima surriscaldato, favorito da un'enfatizzazione  dei fatti tipica dei mezzi di comunicazione. Vorremmo offrire ai cristiani, e a quanti credono nel valore della solidarietà, alcune considerazioni pacate e, soprattutto, ispirate a ciò che orienta la vita dei credenti.

Rileviamo anzitutto che, se a livello nazionale ed europeo la gestione dei flussi di migranti appare priva di una gestione sufficientemente pensata e debitamente organizzata, a livello di responsabili regionali e comunali si mescolano, alla oggettiva difficoltà di far fronte a richieste improvvisate di accoglienza, alcune componenti ideologiche; queste sembrano impedire di cogliere la dimensione drammatica di tante situazioni umane. Il fenomeno migratorio è senza dubbio di vaste proporzioni, ha radici complesse (che "i grandi" non mostrano di saper o voler esaminare con coraggio), domanda soluzioni impegnative.

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Emergenza profughi

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Emergenza Profughi a Treviso.

Per chi volesse contribuire in prima persona, è possibile registrarsi compilando il modulo alla pagina http://wordpress.diocesitv.it/diventa-volontario/ del sito di Caritas Tarvisina.

fonte: Caritas Tarvisina

Sono tutti giovanissimi i 40 profughi arrivati nel territorio trevigiano sabato notte. Dopo il loro arrivo a Lampedusa ad inizio settimana, sono stati trasferiti in aereo a Verona e di lì in corriera fino a Treviso.

Hanno intorno ai 20 anni e provengono per la maggior parte dalla Somalia e da altre zone dell'Africa centrale: tra loro una sola donna, poco più che ventenne.

Alcuni di loro stanno viaggiando da più di 2 mesi: affidando il loro destino nelle mani di organizzazioni criminali, hanno attraversato il Sahara sono arrivati sulle coste del mediterraneo. Da lì, dopo un'estenuante attesa hanno affrontato 5 giorni di traversata per approdare fortunosamente a Lampedusa.

Dai loro occhi, oltre alla stanchezza fisica, traspare il senso di smarrimento e di sofferenza per l'esperienza e le condizioni disumane a cui sono stati sottoposti. Leggi il seguito

Basta con le logiche di esclusione. Editoriale di don Davide Schiavon

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Basta con le logiche di esclusione

Editoriale di don Davide Schiavon, direttore Caritas tarvisina

fonte: Caritas tarvisina

29 marzo 2014

In questi giorni abbiamo assistito allo sbarco di migliaia di uomini e donne che hanno attraversato prima il deserto e poi il mare alla ricerca di un futuro, di una speranza. Sono sbarcati ancora una volta sulle nostre coste, sulle nostre isole. È evidente che, se queste persone hanno deciso di partire anche quando il mare non era in buone condizioni, significa che la permanenza in certi contesti di violenza e sofferenza è divenuta impossibile. Stanno scappando dalla loro terra perché non hanno alternative, perché il minimo per la vita non è più garantito. Partono con la morte nel cuore e con la speranza di potersi rialzare, di costruire una vita diversa. Serbano nel cuore il desiderio di poter ritornare un giorno nella loro terra. Ci vengono presentati come profughi, in realtà sono nostri fratelli con i quali siamo chiamati a spezzare il pane della condivisione e del rispetto reciproco. Bussano alla nostra vita e non possiamo tenere sbarrata la porta del nostro cuore. L'accoglienza del fratello non è solo un dovere, ma è parte costitutiva del nostro dna, della nostra verità. Negare l'accoglienza all'altro significa rinnegare la nostra fede e la nostra verità, significa navigare nei bassifondi dell'ambiguità e dei compromessi. L'accoglienza del povero, della persona in difficoltà non può essere una scelta facoltativa, ma è una modalità concreta di vivere la nostra vocazione, il nostro essere chiamati ad essere seminatori di speranza, scie luminose d'amore.

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Intervento dei direttori degli Uffici Migrantes del Triveneto

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«Stupore» e «dissenso per il linguaggio usato in questi giorni da personaggi che rivestono un ruolo pubblico», e l'invito «a ricordare l'appello di Papa Francesco al rispetto e alla responsabilità verso i migranti che, proprio nella stagione estiva, arriveranno ancora sulle coste italiane''.

A esprimerli sono i direttori degli Uffici Migrantes della Conferenza Episcopale Triveneto e il vescovo delegato monsignor Adriano Tessarollo.

fonte: Diocesi di Treviso

Dov'è tuo fratello?

I Direttori degli Uffici "Migrantes" della Conferenza Episcopale Triveneto esprimono netto dissenso e stupore per il linguaggio che in questi giorni hanno usato personaggi che rivestono un ruolo pubblico: parliamo del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e dell'assessore ai flussi migratori della Regione Veneto Daniele Stival.

Il rispetto della persona, crediamo, sia richiesto e dovuto a tutti: denigrare chi riveste un ruolo istituzionale, perché non è di proprio gradimento o perché non è sulla stessa linea politica o perché ha un altro colore della pelle, squalifica semplicemente l'autore di quelle poco intelligenti e grossolane battute, tanto più poi se per non perdere il posto, entrambi sono ricorsi a scuse tanto poco convincenti.

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Verbale del Consiglio pastorale parrocchiale di lunedì 12.11.2012

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> L'assemblea si riunisce alle ore 20.45 a Casa Saretta.

O.D.G.
• Preghiera;
• Contributi di esperti circa la situazione sociale sandonatese;
• Varie ed eventuali.

-  Momento di preghiera preparato e condotto da Luca Morosin.

1. Don Gino introduce gli interventi degli esperti invitati per fare una quadro sulla situazione sociale del Sandonatese, ricordando che lo scopo dell'incontro è di raccogliere dati su lavoro, reddito, casa, disagi vari presenti al fine di sostenere una riflessione e poter fornire da cristiani fiducia e speranza come augurio in vista del Natale.

Lorenzo De Vecchi (segretario CISL di Venezia). Il tasso di disoccupazione è raddoppiato negli ultimi quattro anni: ufficiale è del 7%, ma secondo altre fonti è dell'11%; duemila persone sono iscritte nelle liste di collocamento del Comune di San Donà, ma probabilmente vanno aggiunte altre mille unità circa. I dati di San Donà sono simili a quelli del territorio e della Provincia. In particolare si è avuto un calo del 50% degli addetti nel settore dell'edilizia. Il paradosso è comunque che in generale il numero degli occupati nel complesso non è diminuito (una causa è il blocco dei pensionamenti, che trattiene le persone al lavoro).
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Testimonianza di Alem Saidy ad una settimana dal battesimo

Alla messa delle 11.30 di domenica 15 aprile 2012, seconda domenica di Pasqua, Alem Saidy ha dato una breve testimonianza della sua adesione alla fede cristiana che lo ha portato a ricevere il battesimo, la cresima e l’eucaristia una settimana fa, nella notte di Pasqua in cattedrale a Treviso.

Le parole di Alem:
“Signore, sono qui. Chi mi ha …

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Ospitalità a Casa Saretta

Casa SarettaNella convenzione che periodicamente la parrocchia rinnova con il Comune di S. Donà, è prevista anche la disponibilità ad ospitare a Casa Saretta emergenze di minori per un breve tempo.

Ultimamente sono stati accolti per venti giorni due bambini con la loro mamma, mentre il papà ha trovato temporanea ospitalità presso una famiglia della parrocchia, essendo stata la famiglia …

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Rosarno un anno dopo

Rosarno un anno dopoUn anno dopo la rivolta di Rosarno poco è cambiato nella piana di Gioia Tauro.

Ricominciata la stagione degli agrumi i braccianti stranieri sono ricomparsi. Si mettono ai bordi delle strade, quando ancora è buio, in attesa che i "caporali" li portino a fare giornata. Riempiono cassette di arance e mandarini da mattina a sera per pochi euro, fino a sfinirsi dalla fatica. Di notte trovano riparo in qualche casolare fatiscente.

In Libia sono chiamati con disprezzo "kalifoo": schiavi a giornata; attraversate le coste diventano più elegantemente "transumanti".

Provengono per lo più da Ghana, Burkina Faso, Senegal e Mali; e sono tutti ragazzi, in genere, con non più di 30 anni.

Così, da agosto a settembre raccolgono pomodori nella Capitanata foggiana, da dicembre a gennaio le arance e i mandarini in Calabria, da febbraio ad aprile le patate in Sicilia, passando poi in autunno per le serre della Piana del Volturno, nel Casertano, e del Sele, a sud di Salerno.

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Stranieri… non estranei

cigniVenerdì 30 aprile scorso al Centro Leonardo da Vinci di San Donà di Piave, organizzata dal Comitato del Veneto Orientale per l'Immigrazione, Conferenza Sindaci della Venezia Orientale e patrocinata dal Comune di San Donà di Piave, si è tenuta una tavola rotonda su alcuni spunti di riflessione, richiamati dal volantino che la pubblicizzava: "L'Arcobaleno della Cittadinanza (Progetto popoli & Culture), esperienze di cittadinanza condivisa; le vie per una convivenza solidale riconoscendo la ricchezza multiculturale".


Come ha ricordato nell'introduzione il presidente del Comitato, Antonio Sforzin, che si è attivato per organizzare la serata, le prime esperienze con gli immigrati nella nostra città risalgono al 1989, a flussi appena iniziati, quando si tenne un primo corso di lingua italiana alla Scuola L. Schiavinato; in seguito venne avviato l'ufficio immigrati presso le ACLI di San Donà e quindi fondato l'attuale Comitato per l'immigrazione, cui aderiscono una trentina di associazioni del Sandonatese, tra le quali una decina di stranieri.


Don Giancarlo Ruffato, moderatore della tavola rotonda, ha avviato gli interventi, ricordando l'importanza di "pensare insieme, essendo diversi". Egli ha sottolineato che, dopo i primi anni di "emergenza", in cui si è puntato soprattutto ad una buona accoglienza, è ora tempo di passare ad una buona politica dell'immigrazione.

 

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