90 anni fa il Rettor Maggiore dei Salesiani incontrò mons. Saretta

Oratorio di San Donà di PiaveNel Bollettino Salesiano del luglio 1927, in un articolo scritto in occasione della posa della prima pietra dell’Oratorio (15 maggio 1927) si ricordavano gli antefatti che hanno preceduto la venuta dei Salesiani a San Donà di Piave (24 settembre 1928).
Di seguito si riporta il testo in questione, in cui si narra dello storico incontro del 1 giugno 1926 tra il beato Filippo Rinaldi, Rettore Maggiore dei Salesiani (e terzo successore di don Bosco), e mons. Luigi Saretta, che tanto si era prodigato per la venuta dei religiosi a San Donà di Piave.

Il desiderio che S. Donà avesse il suo Oratorio per l’educazione della gioventù maschile sarà presto un fatto compiuto. L’idea lanciata dallo zelantissimo Arciprete, accolta in modo particolare dai padri di famiglia, s’è impadronita dell’ambiente;

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Festa di don Bosco 2016, con anniversario

La festa di San Giovanni Bosco cade di domenica in questo 2016. La Santa Messa in Duomo presieduta dal vescovo emerito di Gorizia, mons. Dino De Antoni, il corteo dal Duomo all’Oratorio con la Banda Don Bosco, i giochi e la recita dei ragazzi in Oratorio, il pranzo offerto dai Salesiani agli educatori e collaboratori, sacerdoti e religiosi, il …

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La festa della “Madonna del Colera” compie 160 anni, il Duomo 90

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Inno della promessa e del voto della popolazione di San Donà contro le insidie della guerra, rinnovato nel settembre 1944La festa votiva della "Madonna del Colera" del 2015 coincide con alcuni anniversari.
Innanzitutto si ricordano i 160 anni della sua istituzione, che risale infatti al 1855, anche se la prima venne celebrata solennemente nel 1856.

In quell'anno di metà secolo ci fu a San Donà un'ennesima e violenta epidemia di colera che, tra giugno e settembre colpì 145 abitanti, molti dei quali già indeboliti dalla pellagra e malaria.
La cessazione improvvisa dell'epidemia, il 24 settembre 1855, dopo l'affidamento alla Vergine Maria, fu accolta da tutti come un suo miracolo.

La Vergine da allora viene festeggiata nella festa votiva della "Madonna del Colera", istituita dal parroco mons. Giuseppe Biscaro (a San Donà dal 1853 al 1881).
Maria viene perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
 
La consacrazione del Duomo

Mons. Luigi Saretta (parroco tra il 1915 e il 1961) voleva che questa principale festa della Vergine a San Donà fosse celebrata con solennità.
In particolare, quella del 1925 coincise con la consacrazione del nuovo Duomo, ricostruito sulle macerie del precedente edificio sacro.
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Cent’anni fa arrivava il nuovo parroco di San Donà: don Luigi Saretta (parte terza)

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Duomo di San Donà del 1842 distrutto nell'anno di guerra 1917-18100 anni fa il giovane don Luigi Saretta arrivava a San Donà, comune allora di 14.000 abitanti, quale nuovo arciprete di quella vasta parrocchia.
L'affidamento (già sul finire del 1914) di questa nuova, impegnativa missione da principio lo trovò restio.
Tuttavia, il giovane sacerdote montebellunese, dopo l'affidamento ufficiale della Parrocchia (11 gennaio 1915) e l'arrivo a San Donà (26 giugno 1915) con fede ed impegno mise in atto il suo proverbiale zelo.

Già nell'aprile del 1915, prima del suo arrivo, il neo parroco scrisse due lettere di saluto, al Vicario e a Giuseppe Bortolotto, Sindaco di San Donà, che gli rispose schiettamente, dopo i saluti di circostanza:
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Cent’anni fa arrivava il nuovo parroco di San Donà: don Luigi Saretta (parte prima)

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Mons. Luigi Saretta nei primi anni a San Donà di Piave"Raccomandati a Dio e pensa che l'ubbidienza fa miracoli".
Così scriveva al restio don Luigi Saretta il Vescovo di Treviso, Beato A. G. Longhin, sul finire del 1914, per "convincerlo" o, meglio, "consolarlo" dopo la nuova obbedienza che gli aveva affidato: la responsabilità della vasta parrocchia di San Donà di Piave.

Ad un secolo di distanza, ripercorriamo la cronaca, con alcune testimonianze, dell'arrivo "in sordina" del nuovo parroco, che avrebbe condiviso con la popolazione di San Donà i suoi futuri 46 anni di vita, comprendenti i tragici periodi delle due guerre mondiali.

La nomina ufficiale del ventinovenne don Luigi Saretta a responsabile della Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave – allora la più vasta della Diocesi di Treviso - si ebbe l'11 gennaio 1915.
Tuttavia trascorsero ancora alcuni mesi prima del suo insediamento.
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Mons. Saretta Pastore, padre e maestro

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Mons. Luigi Saretta* Download dell'opuscolo: "Mons. Luigi Saretta Pastore, padre e maestro (PDF 1,42 MB)

* Sfoglia l'opuscolo on line

In occasione del 50° dalla Salita al Cielo di mons. Luigi Saretta (30 maggio 1964), arciprete di San Donà di Piave dal 1915 al 1961, si ripercorrono i tratti essenziali della figura di questo sacerdote il quale – ricordando le parole di don P. Bellinaso - fu per i Sandonatesi "padre affettuoso, maestro impareggiabile, amico carissimo, benefattore insigne". L'intento è che queste pagine contribuiscano a far memoria di un Pastore verso il quale, pur a distanza di anni, non si può che essere ancora riconoscenti, per i numerosi frutti ancora presenti e visibili nella nostra comunità.

Egli fu tra i protagonisti di buona parte della storia di San Donà di Piave del Novecento. Infatti, nel lungo periodo in cui la sua vita coincise con quella della "cittadina del Basso Piave", lo zelo pastorale e sociale lo resero attivo nell'opera di (ri)costruzione – evidentemente non solo materiale – dopo le distruzioni causate da due guerre mondiali.

Non va comunque dimenticato che, se mons. Saretta in tutto questo fu indiscusso protagonista, quale promotore e iniziatore, tutta la sua operosità fu coadiuvata da un gran numero di cappellani e dai tanti laici che nel corso di 46 anni lavorarono con lui, distinguendosi per zelo, volontà e molti anche per santità di vita.

In particolare, la biografia iniziale permette di ripercorrere in sintesi le tappe principali di una vita così intensa e significativa.

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Ricordo dei due parroci: Dal Bo e Saretta

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mons. Dal BoIl 28 e 30 maggio ricorrono rispettivamente il 40° e 50° anniversario della  morte di mons. Angelo Dal Bo (1910-1974) e di mons. Luigi Saretta (1885-1964), i due parroci che hanno lasciato un'impronta indelebile nella comunità di San Donà di Piave.

Campane a festa per mons. Dal Bo (scarica l'opuscolo)

Nominato parroco dopo la rinuncia di mons. Saretta, Dal Bo ebbe il compito di avviare la creazione delle nuove e attuali parrocchie cittadine, nel periodo del Concilio e post-Concilio. Egli scrisse nel suo programma pastorale: "...Mi farò vostro esempio di bontà, di gentilezza e di carità verso tutti, perché anche il vostro cuore sappia compatire, perdonare e aiutare i fratelli. Non dobbiamo dimenticare che la misura dello spirito cristiano di ciascuno di noi è data dal modo col quale sapremo mettere in pratica il precetto dell'amore... Tutto il ministero nostro di sacerdoti è in funzione di questo principio: «le anime devono vivere in grazia".

Alla sua morte, sopraggiunta dopo alcuni anni di malattia, il 28 maggio 1974, come da suo desiderio confidato al giovane Maurizio De Pieri (attuale parroco di Monastier), furono suonate a festa le campane del Duomo...

Scriveva nel suo testamento spirituale (1970): "Posso sinceramente assicurare che ho sempre amato tutti nel Signore e che ho cercato solo il bene anche quando ho usato maniere un po' forti, preoccupato sempre e solo della salvezza delle loro anime. Il Signore mi ha dato la gioia di vedere e amare Cristo nei poveri e nei sofferenti."

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Festa dei Salesiani Cooperatori del Triveneto a San Donà

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Festa dei Cooperatori salesiani 2014All'Oratorio Don Bosco domenica 6 aprile 2014 si è tenuta la Festa dei Salesiani Cooperatori della "Provincia Veneta", che raggruppa i diversi centri (gruppi) del Triveneto.

Radunatisi da diversi luoghi di Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia e Veneto, sono convenuti a San Donà di Piave circa 140 Salesiani Cooperatori per la loro giornata annuale di riflessione, confronto e... ovviamente festa! Mentre gli adulti erano radunati per i momenti di scambio, alcune mamme intrattenevano i bambini presenti con giochi ed attività in allegria.

Don Enrico Peretti, delegato provinciale salesiano, già direttore del nostro Oratorio (1998-2004) ed ora direttore dell'Istituto Salesiano San Marco di Mestre, ha condotto la riflessione del mattino. Ha introdotto l'intervento ricordando che don Bosco è il Santo della Pasqua: è infatti l'unico canonizzato il giorno di Pasqua (il 1° aprile ricorrevano gli 80 anni dell'avvenimento) e ha ufficialmente posto la sede dell'Oratorio nella Cappella Pinardi a Torino il giorno di Pasqua del 1846.

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70 anni fa il Voto dei Sandonatesi alla Vergine Maria

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La statua della Vergine benedicente San Donà sul timpano del DuomoQuasi un secolo dopo la liberazione miracolosa dal colera, la Comunità di San Donà, assieme al suo Pastore mons. Luigi Saretta, invocò ancora la protezione della Madonna delle Grazie per un "morbo" di ben altra entità. Una settimana dopo la firma dell'Armistizio da parte di Badoglio, il 3 settembre, le truppe tedesche occuparono l'Italia Centro-settentrionale. Il 23 settembre 1943 veniva fondata Repubblica di Salò.
Il giorno successivo, venerdì 24 settembre 1943, i fedeli di San Donà erano radunati nel cortile dell'Oratorio Salesiano per la tradizionale Festa della Madonna del Colera. In quell'occasione si supplicò la Vergine di liberare la città e la popolazione dalla guerra, le cui distruzioni sino ad allora non avevano ancora riguardato San Donà di Piave e il territorio italiano in generale, ma i suoi echi si facevano ormai vicini:
"San Donà di Piave ha fatto il suo voto alla Madonna; per la bocca del Vescovo, nella solennità del 24 Settembre; tutto un popolo immenso, rinnovato nello spirito della fede e dell'amore, ha presentato con umiltà e confidenza la sua promessa alla Celeste Regina. Lei, che è Madre e che tutto può sul Cuore del Figlio, siamo sicuri che non ci lascerà senza protezione e senza conforto.
In tutte le case sarà recitato ogni sera il S. Rosario (...) Verrà il giorno della gioia; allora scioglieremo il nostro voto, con tutta la generosità di cui saremo capaci (...) Siamo certi ormai che il cuore di S. Donà di Piave, in questa occasione sarà pari alla sua fede. Coraggio! La Madonna non ci abbandonerà. E negli anni venturi la festa del 24 settembre sarà per nuove grazie e per nuovi favori la festa della riconoscenza e della gratitudine." (F.P. 26 settembre 1943).
Ecco il voto alla Vergine Maria:
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