La Festa della Madonna del Rosario

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La vetrata della La celebrazione della Beata Maria Vergine del Rosario fu istituita da san Pio V nell'anniversario della vittoria navale dei cristiani a Lepanto e attribuita all'aiuto della santa Madre di Dio invocata con la recita del rosario nel 1571.

Abbiamo notizia che la pur piccola e modesta chiesa parrocchiale di San Donà esistente nel 1601 aveva l'altare del Rosario.

Fu quello il secolo in cui questa preghiera devozionale ebbe diffusione grazie alle Confraternite del Santo Rosario, una delle quali era presente a San Donà alla fine del XVIII secolo.

Tra le opere artistiche presenti nell'antica chiesa parrocchiale vi era anche una tela del XV sec. raffigurante la Madonna del Rosario, che il popolo considerava come quadro della Madonna delle Grazie.
Tale dipinto oggetto di culto era ancora presente nella chiesa fatta costruire per volontà di mons. Rizzi nel 1837-1841, decorato con numerosi ex voto; rimase poi distrutto nell'anno di guerra 1917-18.
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1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 1)

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La lapide sull'ex casa del custode delle Scuole R. OnorRicorre quest'anno il settantesimo anniversario di quel 1944 in cui la guerra arrivò in modo drammatico e "diretto" anche nella nostra comunità. Ripercorriamo alcuni di quei drammatici avvenimenti, con la convinzione che la memoria fa riflettere, aiuta a valutare gli errori, in molti casi fa anche essere riconoscenti e certamente insegna a non dare per scontato il presente.

I primi anni di guerra

Il primo settembre 1939 le truppe tedesche invadono la Polonia, dando inizio di fatto alla seconda guerra mondiale. Per gli almeno mille soldati sandonatesi richiamati ai primi di settembre 1939 e per i loro familiari, il parroco Saretta celebra due messe il 10 e 11 di quello stesso mese.

Dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 (anche a San Donà "qualche esaltato, contagiato dalla martellante propaganda del regime, aveva sovrapposto la sua voce concitata nell'urlo ripetuto: Bene, bene!"), a San Donà la guerra si vive "indirettamente" con le partenze dei soldati per la Grecia, l'Africa, la Russia... e con le loro lettere anche dalla prigionia.

Comincia a riaprirsi "il dramma di una città che doveva ancora riprendersi completamente dalla distruzione del primo conflitto."
Intanto nel 1942, con decreto reale del 31 maggio, San Donà di Piave riceve il titolo di "Città".
Dopo l'incarcerazione di Mussolini del luglio 1943, l'8 settembre il maresciallo Badoglio è costretto a proclamare l'armistizio con gli alleati, già firmato cinque giorni prima.

Il 23 settembre 1943 Mussolini fonda la Repubblica Sociale Italiana (di Salò).

Il 24 settembre 1943, festa della Madonna del Colera, praticamente tutta la comunità di San Donà è radunata nel cortile dell'Oratorio assieme al suo parroco Saretta e al Vescovo Mantiero per pronunciare il voto solenne all'Ausiliatrice di costruirle in quel posto (in cui erano già state gettate le fondamenta) un tempio votivo, se avesse risparmiato dalla distruzione della guerra la città e l'Oratorio: "la povera gente non si stancò di sgranare il rosario e di chiedere la Sua intercessione".

Intanto San Donà è militarizzata. I tedeschi e le camicie nere occupano vari luoghi strategici della cittadina (villa De Faveri, villa Amelia, le scuole elementari, l'Oratorio...), si indice il coprifuoco e il cielo comincia ad essere solcato dai sinistri motori degli aeroplani anglo-americani...

Estate 1944. Gli alleati cominciano a bombardare San Donà

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