La terza riflessione in preparazione alla festa patronale

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Duilio Corompai - Transito di S. Giuseppe (Duomo - particolare)Commento alla terza parte dell'Ave Maria di giovedì 20 settembre 2012

Anche io come Francesca e Luca nei giorni scorsi sono stato contattato da don Gino per proporre all'assemblea una riflessione sulla preghiera dell'Ave Maria, nello spirito del Concilio Vaticano Secondo, di cui l'11 ottobre ricorre il 50° anniversario dell'apertura. Il Concilio auspicava una sempre maggior partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, non solo nelle attività caritative ma anche nella diffusione del messaggio evangelico. Con questo spirito ho accettato la proposta ed ho così colto l'occasione per studiare un po' meglio questa preghiera, consapevole del fatto che si è spinti ad un miglior lavoro di comprensione quando si ha l'impegno di insegnare o spiegare qualcosa agli altri.

Tutti noi siamo abituati, fin da bambini a recitare la preghiera dell'Ave Maria e non è facile parlare di qualcosa che tutti conoscono o credono di conoscere. Ad esempio diamo forse per scontato che questa preghiera sia molto antica anche se in realtà, nella sua versione completa e attuale non è tanto antica quanto possiamo immaginare, almeno in confronto con la vita della Chiesa.
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Dalla festa dell’Assunta alla festa di Maria Bambina

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Scoprire, riscoprire la Bellezza dell'Assunta al Cielo: si viene ad una maggiore intuizione, comprensione della Sua Bellezza splendida unica. Si può intuire la Sua Bellezza allorchè la contemplazione umile, semplice si fa sbalorditiva.
L'uomo creato da Dio "a Sua Immagine e Somiglianza" (Gn. 1,27) usufruisce dell'intelletto per conoscere, del discernimento per vedere con gli occhi, o con la mente, della libertà di scegliere; prerogative per l'uomo essere pensante, a differenza dell'animale che agisce per istinto. Essenziale per la creatura umana vivere con il cosmo, con se stessi e con gli altri è la pace, esigenza primaria: se non arriva a questa comprensione l'uomo è infelice, può dichiararsi un fallito: deve farsi cercatore di senso della vita.
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Maria, donna del pane (d. Tonino Bello)

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Solennità dell'ASSUNTA – 15 Agosto 2012
Parrocchia del duomo di San Donà di Piave

«Lo depose nella mangiatoia». Nel giro di poche righe, la parola mangiatoia è ripetuta tre volte. La qual cosa, tenuto conto dello stile di Luca, insospettisce non poco. L'evangelista allude: non c'è dubbio. Lui, il pittore, vuole ritrarre Maria nell' atteggiamento di chi riempie il cestino vuoto della mensa. Se è vero che nella mangiatoia si mette il pasto per gli animali, non è difficile leggere in quella collocazione l'intendimento di presentare Gesù, fin dal suo primo apparire, come cibo del mondo. Anzi, come il pane del mondo.
Sotto, quindi, la paglia per le bestie. Sopra la paglia, il grano macinato e cotto per gli uomini. Sulla mangiatoia, avvolto in fasce come in candida tovaglia, il pane vivo disceso dal cielo.
Accanto alla mangiatoia, come dinanzi a un tabernacolo, la fornaia di quel pane. Maria aveva capito bene il suo ruolo fin da quando si era vista condotta dalla Provvidenza a partorire lontano dal suo paese, lì a Betlem: che vuol dire, appunto, casa del pane.
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“Tutti a bordo” – Formazione genitori della Scuola dell’infanzia parrocchiale

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> I genitori dei bambini che frequentano la Scuola dell'Infanzia parrocchiale hanno partecipato ad una serie di incontri di formazione per conoscere e approfondire  il tema annuale che stanno vivendo i loro bambini a scuola: "Tutti a Bordo. L'Arca di Noè".

Don Paolo Basso, Maddalena Zilio e don Gino Perin li hanno accompagnati in questo percorso formativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica il percorso formativo:

1° IL "TROPPO" CHE FA MALE Al BAMBINI. Un diluvio di immagini e spiegazioni.

2° UN PROFONDO E UN SENSO CHE TANTO CI MANCA. Quale arca ci salverà da questa sazietà? (a cura di don Paolo Basso e Maddalena Zilio).

Ascolta la relazione :

3° IL Sì DI MARIA (don Gino Perin)

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Maria, Madre della Chiesa

Maria Madre della Chiesa - Affresco a Canosa Sannita (Chieti)“La riflessione sugli stretti rapporti di Maria con la chiesa, ci fa ritenere essere questo il momento più solenne e più appropriato per soddisfare un voto che, accennato da noi al termine della precedente sessione, moltissimi Padri conciliari hanno fatto proprio: proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei …

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Maria Madre della Parola di Dio e Madre della fede

Maria Madre della ParolaA metà novembre è stata pubblicata l'esortazione del papa ('Verbum Domini') che riferisce i frutti del Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio (ottobre 2008). E' un testo piuttosto lungo e articolato, che va letto e studiato con calma. Siccome il tempo di Avvento e di Natale gira intorno alla fede di Maria, riportiamo due numeri a lei dedicati, per rimetterci in sintonia come lei con la Parola del Padre, il Verbo suo Figlio, nostro Salvatore.

27. I Padri sinodali hanno dichiarato che scopo fondamentale della XII Assemblea è stato di «rinnovare la fede della Chiesa nella Parola di Dio»; per questo è necessario guardare là dove la reciprocità tra Parola di Dio e fede si è compiuta perfettamente, ossia a Maria Vergine, «che con il suo sì alla Parola d'Alleanza e alla sua missione, compie perfettamente la vocazione divina dell'umanità».

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Maria, la Grande Credente

Maria con Crocifisso“In Maria Santissima vediamo perfettamente attuata anche la modalità sacramentale con cui Dio raggiunge e coinvolge nella sua iniziativa salvifica la creatura umana. Dall’Annunciazione alla Pentecoste, Maria di Nazareth appare come la persona la cui libertà è totalmente disponibile alla volontà di Dio…
Piena di fiducia si mette nelle mani di Dio, abbandonandosi alla sua volontà. Tale mistero si intensifica
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Sotto la croce con Maria – Meditazione del Vescovo Gianfranco Agostino Gardin

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viacrucis stazione12VEGLIA DEI GIOVANI

SOTTO LA CROCE CON MARIA
Treviso, Tempio di San Nicolò, 27 marzo 2010

Meditazione del Vescovo Gianfranco Agostino Gardin


Ai piedi della croce Maria "sta".
Questo verbo - stare - significa anzitutto l'esserci. E già non è poco, se si pensa che i discepoli, eccetto Giovanni, sono fuggiti. E Pietro, il capo, il primo, colui che aveva dichiarato: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò», di fronte ad una semplice serva che lo riconosce come discepolo di Gesù reagisce imprecando e giurando: «Io non conosco quest'uomo di cui voi parlate». E "quest'uomo" (finge di non conoscerne neppure il nome) - colui che di lì a poco Pilato presenterà alla folla dicendo «ecco l'uomo» - è lì, a pochi metri, e sta dicendo a chi lo interroga sulla sua dottrina: «Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno ascoltato quanto io ho detto loro». Ma Pietro, primo testimone dell'insegnamento di Gesù, quello che gli aveva detto: «Tu sei il Cristo», sta dicendo: io? Quell'uomo? Non l'ho mai visto!

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Maria, Vergine dell’ascolto e Madre della Parola

“E’ l’icona dell’ascolto fecondo della Parola: ella ci insegna ad accoglierla, a custodirla e a meditarla incessantemente (cfr. Lc 2,9). Immagine perfetta della chiesa, Maria si lascia plasmare dalla Parola di Dio (cfr.Lc 1,38). E l’ascolto si fa dono d’amore: la Vergine dell’annunciazione va da Elisabetta a soccorrerla nella sua necessità. Donna dell’ascolto, Maria si presenta nella visitazione come

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150° Anniversario di Lourdes

Prima apparizione: 11 febbraio 1858

“Da allora ad oggi, un pellegrinaggio ininterrotto, un fiume umano senza pari di malati, famiglie, volontari, operatori sanitari ha portato alla Vergine Santissima il cammino della vita che vive la realtà della malattia.
Lourdes non è prima di tutto il luogo dei miracoli, è sopratutto il luogo di coloro che fanno delle loro povertà un …

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