Cinque incontri per avvicinare i giovani alla politica

Cinque incontri per avvicinare i giovani alla politica, per una nuova generazione di laici capaci di dedicarsi al bene comune.

 

Né indignati, né rassegnati
Immischiarsi in politica è decidere il futuro

 

L’Oratorio “Don Bosco” di San Donà di Piave propone “Immischiati”: cinque incontri per avvicinare i giovani alla politica, per una nuova generazione di laici capaci di dedicarsi al servizio del bene comune. Secondo lo stile tipico degli ambienti salesiani, i protagonisti sono i giovani. Infatti questo percorso di formazione socio-politica viene presentato da un gruppo ragazzi che fanno riferimento all’associazione “OL3, né indignati né rassegnati”, che da circa due anni si sono riuniti per conoscere e approfondire la Dottrina Sociale della Chiesa. Ne sono rimasti talmente affascinati che hanno deciso di provare a condividere e diffondere la bellezza che vi hanno trovato.
“Crediamo che la Politica sia una cosa bella, che sia un Servizio, una delle più alte forme di carità come ebbe a dire Papa Paolo VI, ripreso poi con varia enfasi da tutti i suoi successori” riferisce Damiano Caravello, promotore dell’iniziativa in Veneto.

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Usciamo dal labirinto: la 27a Settimana Sociale dei cattolici trevigiani

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27a Settimana sociale dei cattolici trevigiani27a Settimana sociale dei cattolici trevigiani il 1, 2, 7 e 8 ottobre presso l'Auditorium S. Pio X a Treviso, con inizio alle ore 20.30.
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"In questi anni, di fronte alla crisi - non solo economica, ma anche e soprattutto etica - il nostro Paese ha in qualche modo “tenuto”, e così pure il territorio del Nordest. Tutto questo grazie alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese e a molti amministratori locali. Tuttavia, il prolungarsi della difficile situazione ha messo a nudo contraddizioni che sono via via cresciute, corrodendo il tessuto sociale. Oggi, il nostro è un Paese per vecchi (lo abbiamo denunciato nella scorsa edizione della Settimana sociale), in cui rischia di venir meno il collante, impaurito e spesso rassegnato.

Il segnale più preoccupante, in questi mesi, è però dato dalla crisi della politica, arrivata a coinvolgere la tenuta stessa delle nostre istituzioni: l’astensionismo, la difficile governabilità emersa dalle elezioni politiche, la necessità di chiedere al presidente Napolitano di affrontare un secondo mandato al Quirinale per uscire da un drammatico stallo, i difficili equilibri su cui si regge l’Esecutivo di larghe intese, la cronica incapacità di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno, ci hanno rivelato la gravità della situazione.

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Parole chiave del Concilio: Democrazia

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fonte: Vita Pastorale

di Severino Dianich

Ricalibrare i rapporti tra Chiesa e Stato in maniera coerente con lo spirito e la lettera del Concilio, che ha voluto rendere la Chiesa libera da ogni legame con il potere, è un compito non perfettamente attuato, almeno in Italia.

parole chiave del Concilio: democraziaAccingendomi a studiare dal punto di vista teologico il problema dei rapporti della Chiesa con la società civile in un regime di laicità dello Stato, e scorrendo i documenti conciliari, ho osservato, con un certo stupore, che il termine "democrazia" non vi compare mai. Molte cose vi si dicono sul necessario rispetto della dignità e della libertà della persona umana, ma – mi sono chiesto – come mai non si parla direttamente di democrazia? Bisognerebbe fare un'indagine sugli Acta synodalia per appurare i percorsi della redazione dei testi. Non potendolo fare, però, è facile immaginare le ragioni, a partire dal contesto storico sia esterno che interno alla Chiesa, che hanno dissuaso i Padri conciliari dall'esprimersi con questo termine.

Al tempo del Concilio, infatti, sovrabbondavano nel mondo nazioni governate da crudeli dittature, che si ammantavano del nobile nome di repubblica popolare o repubblica democratica. Basti ricordare la Ddr, la repubblica democratica tedesca, che nel 1961, quando il Concilio stava per iniziare, a Berlino costruiva il muro e dichiarava delitto contro lo Stato, punibile con la morte, l'attraversamento del confine, mentre l'ateismo di Stato veniva imposto come la piattaforma di tutto il sistema educativo. Ce n'era abbastanza per diffidare del termine.

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Un cristiano riflette sulla situazione politica italiana

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ManifestiCaro don Gino, che bella rogna mi hai dato. Mi riferisco a questo articolo. Non ti è certo sfuggita la mia smorfia di contrarietà quando, sornione, mi hai chiesto con non chalance di buttar giù due righe sulla situazione politica italiana e la nostra vita cristiana, in questo tempo così delicato e complesso. Ho sbuffato perché a me fondamentalmente del tema non è mai interessato granché e c'ho sempre capito così poco.

Questo perché son cresciuto in una famiglia dove si discuteva di politica fino allo sfinimento; mal sopportavo tutto questo, ero piccolo e mi annoiavo parecchio. E che rabbia poi quando, ad un certo punto, bisognava sempre cambiare canale e guardare il telegiornale.

Insomma ne ero nauseato: per questo la politica non mi ha mai coinvolto più di tanto. E la cosa è proseguita... certo grazie anche al clima degli ultimi decenni, che di sicuro faceva venir voglia di tutto tranne che di appassionarsene. Avrei preferito dover scrivere di altro, insomma. Eppure sento che c'è qualcosa che mi spinge ad andare avanti a scrivere. Non mi hai chiesto infatti un discorso "partitico". E ho l'ardore e l'ardire di credere che la mia personale esperienza sia e possa essere quella di tanti più o meno giovani che come me non hanno mai apprezzato la "bagarre" tra i partiti ma son stati sensibili ai temi politici.

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I vescovi del Triveneto

In questo momento di difficoltà sul piano morale, sociale ed economico, i vescovi del Triveneto riuniti al Cavallino il 7-8 genna­io 2013, hanno ribadito la comune volontà di operare affinché la crisi attuale diventi occasione di di­scernimento e rinnovamento.
Hanno poi auspicato che la vicenda politica nel nostro paese e nella nostra regione, possa ricuperare e mantenere vive le

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“Esperti in umanità”: gli adulti di Azione Cattolica e l’esempio di Alcide de Gasperi

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Convegno adulti di Azione Cattolica 2012E' ancora possibile essere cristiani adulti in questo tempo di profondi mutamenti storico-culturali? Quali testimoni, quali esempi laici possono aiutarci nella nuova ricostruzione dell'Italia, afflitta dalla crisi economica, politica e morale?

A queste e ad altre urgenti domande hanno cercato di trovare risposta i molti adulti che domenica 11 novembre hanno partecipato al Convegno diocesano adulti organizzato dall'Azione Cattolica presso la sala conferenze del nostro Seminario vescovile. Incontro che ha visto come protagonista non solo un personaggio storico, ma soprattutto un cristiano dalla fede adulta che ha messo tutta la sua vita a servizio del Paese: Alcide de Gasperi. Ci ha guidati in questo affascinante viaggio tra storia, politica e vita cristiana il Dott. Ernesto Preziosi, direttore della promozione istituzionale dell' Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente del Centro Studi Storici e Sociali (Censses).
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25° Settimana Sociale dei cattolici.

Settimana sociale 2011Una nuova stagione.

La figura di Giuseppe Toniolo per riconciliare Economia, Società e Politica.

Auditorium S. Pio X - Collegio Pio X  (viale D'Alviano-Treviso)
Inizio ore 20.30
27 e 28 settembre - 3 e 4 ottobre 2011


Processi economici sempre più complessi, dettati dalla globalizzazione e, spesso, da perverse logiche speculative. Un mondo del lavoro sempre più dipendente dalle esigenze del mercato globale. Una società, soprattutto nel nostro Paese, divaricata da tali cambiamenti. Bloccata, chiusa e incapace di uscire da sterili rendite di posizione e localismi e di dare speranza alle nuove generazioni. Una politica avvitata su se stessa, sempre meno in grado di fare sintesi e di accompagnare questi cambiamenti, come si è visto negli ultimi convulsi mesi.

Il quadro che si presenta ai nostri occhi non sembra dei più semplici e favorevoli. Tuttavia sappiamo che nelle vicende del nostro Paese ci sono stati credenti, al tempo stesso uomini di fede e cittadini illuminati, che in processi difficili e apparentemente indirizzati verso approdi negativi hanno saputo percorrere strade nuove.

Una di queste persone è sicuramente Giuseppe Toniolo, che sarà beatificato nei primi mesi del 2012.

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Vivere da cristiani nella città è una vocazione

Abbiamo raccolto alcune riflessioni di cristiani e cristiane che vivono nella nostra comunità, come documentazione della grande avventura che in quanto "figli nel Figlio" già viviamo sulla terra, in attesa di raggiungere quello che ancora ci manca per raggiungere la "gloria". Sono tutte raccolte nella sezione "Comunità-Approfondimento speciale"

Vivere da cristiani nella città è una vocazione.

Il Cristiano, come tutte le donne e gli uomini del mondo, vive nel luogo e nel tempo in cui il Padre lo ha collocato. Questo luogo (per noi si chiama San Donà) e questo tempo (il 2011) costituiscono il "qui e ora" ove cercare di costruire la città dell'uomo, se­condo i principi della giustizia, della pace, dell'atten­zione agli ultimi. In altri termini, si tratta di indivi­duare e costruire le condizioni che consentono a ogni persona di realizzarsi pienamente potendo soddisfa­re l'esigenza di bello, bene, vero, giusto che ognuno porta in sé.

Occuparsi dell'uomo che vive nella città, dei suoi pro­blemi, sforzarsi di trovare insieme agli altri possibili soluzioni. questo è il compito e lo scopo della Po­litica. Purtroppo di questi tempi ci viene spontaneo pensare alla politica come ad una "cosa sporca", dalla quale è meglio stare lontani. Se ormai quest'opinione è diventata tanto comune, è proprio perché troppe persone (e troppi cristiani) si sono tenuti lontani dal­la Politica e, soprattutto, ne hanno scordato la vera finalità. Spesso si sente ricordare la celebre afferma­zione di Gesù "date a Dio... date a Cesare...": con ciò non si afferma solo il principio di laicità ma si ricorda anche che è compito di ciascun cristiano dare il pro­prio contributo per la costruzione della città e per il raggiungimento del bene comune, intendendo con ciò "il bene di tutti gli uomini e di tutto l'uomo". Per ri­dare alla Politica la dignità che le spetta, è necessario che ciascuno si interroghi sul contributo che gli viene chiesto di portare alla città.

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Papa: un forte impegno per la cittadinanza

“Riprendendo l’espressione dei miei predecessori, posso anch’io affermare che la politica è un ambito molto importante dell’esercizio della carità.

Essa richiama i cristiani ad un forte impegno per la cittadinanza, per la costruzione di una vita buona nelle nazioni così pure ad una presenza efficace nelle sedi e nei programmi della comunità internazionale. C’è bisogno di politici autenticamente cristiani, ma …

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Per un’etica condivisa – incontro con padre Bartolomeo Sorge

padre Bartolomeo SorgeSi è tenuto martedì 16 marzo 2010, nella sala teatro dell'Oratorio Don Bosco di San Donà di Piave, organizzato dal Forum della Città del Piave, l'incontro con Padre Bartolomeo Sorge, gesuita, che ha esordito affermando di ritornare sempre volentieri nella nostra città (l'ultima volta fu due anni fa).

Il titolo della serata "Per un'etica condivisa in una società di individui: come trovare un punto d'incontro comune", come spiegato da Stefano Pasqual, moderatore assieme al presidente dell'associazione Gino Zottis, è stato ispirato da un libro di Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose.
Nella serata, che fa parte del percorso di "Conversazioni sul presente e sul futuro per una partecipazione consapevole" si vuole riflettere sul tema dell'immigrazione ed è lo stesso ospite a dichiarare che è sua intenzione far ragionare, non tanto convincere.

 

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Cristianesimo come “religione civile”?

religione-civilePolitica e religione cristiana, trovandosi oggi in una situazione di debolezza, corrono il rischio di stabilire un rapporto di mutuo sostegno attraverso un ritorno al cristianesimo come “religione civile”.
In Italia tale processo si manifesta nel tentativo di strumentalizzare la religione cristiana a fini utilitaristici: i suoi valori sono usati per rafforzare una presunta identità occidentale in cambio di una maggiore influenza della Chiesa nella società. È invece essenziale un ritorno della Chiesa alla radicalità del messaggio evangelico non riducibile a un modello culturale, secondo la lezione del Concilio Vaticano II e in accordo con una visione matura della laicità. Riportiamo alcuni pensieri del prof. Giannino Piana, pubblicati su Aggiornamenti sociali, marzo 2006.
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