Avvisi parrocchiali della terza domenica di quaresima 15 marzo 2020

Carissimi, un saluto a tutti, nella speranza che tutti godiate buona salute e serenità, nonostante i giorni difficili che stiamo vivendo. Vi trasmettiamo qualche avviso
Tutti gli incontri previsti per le varie celebrazioni dei sacramenti del Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima sono annullati. Appena passerà l’epidemia e potremo incontrarci ancora, vi informeremo come e quando incontrarci. Purtroppo dobbiamo …

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Avviso parrocchiale per le celebrazioni durante l’emergenza coronavirus

Il CORONAVIRUS sta condizionando pesantemente anche gli appuntamenti della vita della nostra Comunità cristiana. In modo particolare sta penalizzando la celebrazione della Santa Messa domenicale. D’altra parte dobbiamo attenerci alle disposizioni delle Autorità nazionali, regionali ed ecclesiali.

Né oggi né nei prossimi giorni potremo celebrare la S Messa pubblicamente. Noi sacerdoti possiamo farlo solo in privato.
ASSICURIAMO COMUNQUE I FEDELI

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Mons. Tomasi: dispiacere non poter celebrare l’eucaristia comunitaria, “ma ci fidiamo di chi sta operando per il bene pubblico”

“Al momento pare che non potremo tornare a celebrare l’Eucaristia comunitaria nelle nostre chiese anche durante la prossima settimana. Accogliamo con dispiacere le prime notizie, in attesa del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con i dettagli dei provvedimenti”: è il commento del vescovo di Treviso, Michele Tomasi, nel  pomeriggio di oggi, sabato 29 febbraio. Si protraggono, quindi, le

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Messaggio del vescovo per la Quaresima

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

questa mia prima Quaresima in mezzo a voi incomincia in modo del tutto inaspettato.  La diffusione del Coronavirus (COVID-2019, così viene chiamato ufficialmente) richiede a tutti i cittadini nella nostra regione, in tutto il Paese, e quindi anche alla comunità cristiana della nostra Diocesi di comportarsi in maniera responsabile per permettere di bloccarne il

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Messaggio di papa Francesco per la quaresima 2015

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Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.

Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.

L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.

Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.

Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.

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Quaresima 2014: le tre sere di spiritualità

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La samaritanaIl bisogno di tempi di silenzio, di raccoglimento e di ascolto della Parola di Dio

Sono sempre più convinto che ciò che riusciamo a inserire nelle nostre giornate, ciò per cui spendiamo "praticamente" il nostro tempo, è quanto conta veramente per noi. Il piccolo principe, famoso personaggio uscito dalla fantasia di Saint- Exupery, si sentì ripetere dalla volpe: "È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". Applicando questa metafora a ciascuno di noi, giungiamo a concludere che quegli appuntamenti per i quali non riusciamo a dedicare tempo nello scorrere della nostra quotidianità, non hanno un peso determinante per la nostra esistenza. In questo senso molte sono le buone intenzioni che non si traducono poi in scelte concrete, in abitudini salutari nell'organizzazione dei nostri impegni. La preghiera, in molti casi, è una di quelle dimensioni che rischiamo di relegare a vago desiderio, ma non riusciamo mai a tradurre in occasione reale, in "respiro" necessario per i passi che siamo chiamati a compiere.

Partendo da queste considerazioni, le tre serate di spiritualità, proposte dal Vicariato di san Donà di Piave in Quaresima, rappresentano una grande opportunità di vivere un tempo di silenzio, di ascolto della Parola del Signore e di adorazione eucaristica, proprio per ritrovare, nel ritmo intenso delle nostre settimane, la possibilità di metterci in relazione autentica con il Signore e di riascoltare la sua voce che ci consegna sempre indicazioni preziose per il nostro cammino.

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Brevi catechesi sulla celebrazione eucaristica

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Assemblea liturgicaPubblichiamo le brevi catechesi proposte durante le messe delle prime quattro domeniche di Quaresima.

L'assemblea liturgica

Partiamo senz'altro dal valore dell'assemblea liturgica che tutti insieme formiamo: noi, oggi, siamo qui in questa chiesa e formiamo questa assemblea perché il Signore ci ha convocato e noi abbiamo risposto positivamente.
C'è dunque una dimensione vocazionale di cui avere sempre consapevolezza. L'uomo è vocazione in sé, è chiamato da Dio all'esistenza, a credere, ad amare e assumere un compito, una missione nel mondo.
Anche la Chiesa è il frutto di una chiamata divina. È Dio che ci chiama a costituire il suo popolo. Noi, ora, qui, siamo la Chiesa di Dio nella sua espressione più alta, qui noi esprimiamo la nostra identità comunitaria più profonda.
La prima azione liturgica non è il canto d'ingresso, ma questo Dio che chiama e noi che rispondiamo positivamente costituendo l'assemblea liturgica. Soggetto dell'azione liturgica è questa assemblea animata dallo Spirito Santo.
Siamo tutti invitati ad uscire da una visione individualistica nel rapporto con Dio, per accogliere la bellezza di appartenere ad un popolo radunato dal Signore, al quale lui vuole parlare e offrire i suoi doni più preziosi.
Da qui l'importanza di arrivare in orario a questo appuntamento domenicale e dare visibilità a questo popolo, cercando di riempire i posti a sedere nella navata centrale prima di cercare posto nelle cappelle laterali, a meno che non si tratti di famiglie giovani con i loro bambini. Non va dimenticata poi l'importanza della partecipazione attiva a tutta la celebrazione pregando e cantando insieme, non assistendo in silenzio.

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Tre sere di spiritualità: 1a serata

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Gesù e NicodemoTre sere di spiritualità: Se tu conoscessi il dono di Dio
Prima serata
: Gesù e Nicodemo.  (Gv 3,1-21)

La meditazione della biblista Anna Grisanti

Introduzione

Nicodemo è un  nome di origine greca che significa “vincitore del popolo” o “popolo vincitore”. Appartiene al gruppo dei farisei, per i quali l’applicazione della legge mosaica è ritenuta la sola via per partecipare al Regno di Dio. E’ un uomo rappresentativo, un maestro di Israele e parla a nome di un gruppo “noi sappiamo che sei …”  Pronunzia un giudizio con autorità: “nessuno può compiere i segni che tu fai se Dio non è con lui”. Si esprime con sicurezza e, forse, proprio questa è la causa della sua incomprensione nei confronti di Gesù:  Nicodemo è un uomo colto, ha una lunga esperienza di studio della Torah e di pratica religiosa e morale; ma questo “curriculum”, umanamente rispettabile e rilevante, si rivela come impotenza: tutto il dialogo sottolinea la sua incapacità di comprendere le parole di Gesù. Egli ha già incasellato il suo interlocutore negli schemi del suo pensiero, della sua teologia. Pensa di aver già capito chi è Gesù: un maestro che viene da Dio; ma non comprende il suo invito a rinnovarsi. In questo senso Nicodemo veramente è rappresentativo, perché esprime l’incomprensione tra Gesù e la gente di Gerusalemme, tra Gesù e il suo popolo.
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