Perché riposare il settimo giorno

di Davide Frattini
(da Pastorale diocesana degli Stili di vita)

Cristo della domenica di S. Pietro di Feletto"Evita la tecnologia, connettiti con chi ami, coltiva la tua salute, esci all’aria aperta, evita i commerci, accendi una candela, bevi vino, mangia pane, trova il silenzio, ricambia."
dal Corriere della Sera di domenica 13 giugno

La luce tinta miele del tramonto inghiotte il traffico e il rumore.
La regina Shabbat scende su Gerusalemme senza proclami. Accompagna il silenzio e il riposo intimati (garantiti) da quel «ricordati del giorno di sabato per santificarlo». Sotto il comandamento vengono salvaguardate tutte le creature, come prescrivono i versi dell’Esodo: «Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te».

 

Il forestiero, le prime volte, viene tramortito dalla quiete che avvolge la metropoli mediorientale. Assuefatto com’è al sabato/domenica dell’Occidente, diventato una prosecuzione del lavoro con altri mezzi: lo shopping o la gita ricreativa sono stressanti e impegnativi quanto le ore in ufficio.

 

«Anche qui da noi si sta trasformando nella giornata nazionale delle compere e viene celebrata solo in sinagoga o al supermercato. Lo Shabbat è il dono più bello della cultura israeliana al mondo, non distruggiamolo», si lamenta da laico lo scrittore Amos Oz.

 

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