Verbale del Consiglio pastorale parrocchiale del 9 dicembre 2013

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> L'assemblea si riunisce alle ore 20.45 a Casa Saretta.

O.d.G.
• Preghiera.
• Introduzione del Parroco.
• Risonanze sulle presentazioni della "Sacrosanctum Concilium" e della lettera pastorale del Vescovo.
• Quali attenzioni avere per una maggior partecipazione di tutti?
    - nella celebrazione eucaristica
    - nella catechesi
    - nella carità
    Come intervenire per educare circa l'azione liturgica?
• Varie ed eventuali.

• Momento di preghiera preparato e condotto da sr. Luigina.
• Don Paolo introduce (allegato 1)
• Seguono le risonanze personali.
Patrizia
: il battesimo prima è una morte e poi una vita; mi è piaciuto il termine mistagogia, cioè capire quanto abbiamo ricevuto; nel battesimo è importante anche la comunità. Nella liturgia Cristo è realmente presente, non è "come se lo fosse": quanto è vero ciò, a livello di percezione, nelle nostre eucarestie? Sarebbe importante spiegare i termini e i gesti che si compiono nella liturgia.
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A 50 anni dalla costituzione liturgica “Sacrosanctum Concilium”

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Una liturgia in DuomoIl 4 dicembre, si è celebrato il 50° anniversario della promulgazione della costituzione sulla liturgia "Sacrosanctum Concilium". Ha dettato i principi generali e i criteri orientativi e operativi della grande riforma liturgica seguita al Concilio.
Il vero nodo della questione liturgica emerge principalmente nel primo capitolo: il rapporto tra il rito – che si svolge con parole e gesti umani – e l'avvenimento storico di cui il rito fa memoria (= rende presente). Il legame vitale che esiste tra l'avvenimento storico originario e il rito che permette di entrare in contatto con quell'avvenimento, prende il nome di "celebrazione".

S.C. recupera anzitutto quest'orizzonte della liturgia: la celebrazione liturgica. Non era scontato pensare a essa come celebrazione. All'inizio troviamo una dichiarazione fondante:
"Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti; di favorire ciò che può contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; di rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia."
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Verbale del Consiglio pastorale parrocchiale di lunedì 11 novembre 2013

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> L'assemblea si riunisce alle ore 20.45 a Casa Saretta.
O.D.G.
• Preghiera.
• Introduzione del Parroco.
• In occasione del 50° del documento conciliare "Sacrosanctum Concilium", sintesi del documento e confronto.
• Presentazione e commento della lettera pastorale del Vescovo "Se tu conoscessi il dono di Dio"-Riscoprire il nostro battesimo.
• Suggerimenti pastorali per favorire la riscoperta del Battesimo nella nostra Comunità.
• Varie ed eventuali.
  •  Momento di preghiera preparato e condotto da Laura Cocco.
  •  Don Paolo introduce l'assemblea con alcune sue impressioni dei primi giorni da Parroco. In particolare ha sperimentato la presenza di tanti fedeli impegnati nei vari settori della pastorale e questa è una concretizzazione del Concilio Vaticano II. Da curare è una maggior attenzione all'aspetto liturgico, sempre alla luce della riforma apportata dal Concilio. Ricorda che il 4 dicembre prossimo ricorre il 50° anniversario della promulgazione del primo dei 16 documenti conciliari, la "Sacrosanctum Concilium". Questo documento e la lettera del Vescovo, che verranno presentate di seguito, saranno oggetto di confronto e risonanza nel prossimo CPP.

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Parole chiave del Concilio: l’omelia

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> di Severino Dianich

Il termine "omelia" che sta avendo fortuna nel magistero papale, in realtà non faceva parte del linguaggio cattolico prima del Vaticano II. Si usava la parola "predica". È stato il Concilio a rimettere in onore il termine classico "omelia".


Agli inizi di questo nuovo pontificato stiamo assistendo a un fatto straordinario: se sfogliamo le pagine de L'Osservatore Romano, possiamo notare che in gran parte sono occupate dalle omelie della celebrazione eucaristica quotidiana del Papa, più che da discorsi programmatici, encicliche o documenti. Non saprei dire, naturalmente, se si tratta di una precisa idea di Papa Francesco, di voler dare al suo magistero soprattutto la forma dell'omelia. Ma il fatto risveglia la prospettiva di un magistero papale, meno impostato giuridicamente e moralisticamente e più chiaramente scaturito dalla meditazione della parola di Dio all'interno dell'azione liturgica.

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