Solidalmente 7 – La San Vincenzo a San Donà

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Solidalmente 7Il nuovo numero di Solidalmente, il periodico della San Vincenzo di San Donà.


Il saluto del nuovo presidente

Cari Confratelli e Amici,
sta per concludersi un anno particolarmente impegnativo per la nostra Associazione e, di conseguenza, dobbiamo fare, insieme, qualche riflessione per capire cosa abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto, ma, soprattutto, con che spirito abbiamo fatto questo piccolo qualcosa.

E ciò mi fa tornare in mente, con sincera ammirazione, tutti quei Vincenziani che in questi anni si sono prodigati con amore e passione nei confronti di tante persone bisognose e che, grazie a questo loro desiderio di donarsi,  autenticamente Vincenziano, hanno saputo diffondere e poi rafforzare in esse un messaggio non solo di speranza, ma di consapevolezza che ci può essere sempre qualcuno disposto a prendersi cura delle loro afflizioni.
Se noi ci siamo impegnati non per abitudine, non perché siamo o ci sentiamo soli, non per far passare qualche ora della nostra giornata, allora possiamo dire di aver operato secondo il principio Vincenziano. Diversamente, dovremmo, con umiltà, riconsiderare la bontà della nostra azione nell’ambito della soddisfazione personale.
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Saper ascoltare e consolare

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Saluti a don Bruno Gumiero il 15 dicembre 2013I volontari della San Vincenzo desiderano con profondo affetto e gratitudine, ringraziare don Bruno Gumiero per la disponibilità con la quale per tanti anni ha seguito le Conferenze con la Sua presenza e la Sua catechesi.

Una guida spirituale che puntualmente elargiva consigli e suggerimenti che solo un "buon pastore" con sensibilità e viva attenzione ai più deboli, sa dare. Un grazie sincero per averci accompagnato con pazienza e saggezza attraverso i cambiamenti che la nostra società ha subito, e con essa i suoi molteplici bisogni e necessità. Nei momenti di maggiore difficoltà, don Bruno era solito ricordarci il brano del Vangelo in cui Gesù diceva: "Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero malato e mi avete visitato."

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“La scoperta della creazione”, e non solo, alla Scuola dell’infanzia S. Luigi

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La recita di Natale alla scuola dell'Infanzia San LuigiNella nostra Scuola dell'Infanzia "San Luigi", che accoglie quest'anno 166 bambini, continua il percorso iniziato lo scorso anno che aveva come tema "La scoperta della creazione" . Le insegnanti si propongono di far apprezzare ai bambini il valore della collaborazione, del fare e dello stare insieme, con la finalità di sentirsi parte e gioia del creato.

Allo scopo di coinvolgere e rendere partecipi i genitori sul percorso intrapreso dalle docenti, sono stati promossi due incontri di formazione che trattano il seguente argomento "Coinvolti da Dio nel dare la vita". Sono stati invitati come relatori Don Paolo Carnio Parroco e Presidente della Scuola e Don Matteo Volpato Cappellano della Parrocchia, confidiamo che con la loro disponibilità ci aiutino a riflettere e ad agire per la crescita personale in famiglia e a Scuola di adulti e bambini.
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San Vincenzo Ferrer, nella pala del Cherubini nel Duomo

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Pala d'altare nel Duomo di San Donà di Piave: San Vincenzo FerreriVincenzo Ferrer nacque a Valenza (Spagna) nel 1350. Ammesso a far parte dei Frati Predicatori, insegnò teologia.
Vincenzo si trovò a vivere al tempo del grande scisma d'Occidente, quando i papi erano due e poi tre. Ancora giovane domenicano, era stato notato da Pietro de Luna, legato del papa avignonese. Seguendo da vicino il cardinale, si rese però conto che la Chiesa aveva più che mai bisogno del ripristino dell'unità e della riforma morale. Incominciò allora la sua attività di predicazione.
Nel 1394 il suo protettore, il cardinale de Luna, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, lo nominò suo confessore, cappellano domestico, penitenziere apostolico. Egli intensificò la sua attività ma nel 1398 si ammalò ed ebbe una visione nella quale gli apparve il Salvatore accompagnato da san Domenico e san Francesco. Il Signore toccò la guancia del malato e gli ordinò di mettersi in viaggio e conquistare molte anime. Vincenzo lasciò così Avignone ed intraprese vere e proprie campagne di predicazione in Spagna, Svizzera e Francia, in cui parlava dell'Anticristo e del giudizio finale. Contribuì così in modo decisivo alla fine dello scisma e al miglioramento dei costumi.
Andò camminando e predicando per una ventina d'anni. Morì a Vannes (Francia) nel 1419 e fu canonizzato nel 1458 da papa Callisto III, suo compatriota (fonte: Domenico Agasso in http://www.santiebeati.it; Famiglia Cristiana)

San Vincenzo è ritratto in una pala d'altare del Duomo di San Donà di Piave.
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Aumentano i bisognosi che si rivolgono alla San Vincenzo e ai V.A.DO.

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Centro OzanamCrescono le persone in difficoltà, che si rivolgono al Centro di Assistenza intitolato a Federico Ozanam, presso Casa Saretta.
Diminuiscono gli stranieri che chiedono aiuto, mentre aumentano gli uomini italiani. Diventano più frequenti le richieste di sussidi economici e di generi alimentari.
Vi è una conferma di generale impoverimento delle fasce più deboli della popolazione e, soprattutto, l'allargamento del grave disagio ben oltre la categoria sociale dei vulnerabili cronici. Nel corso del 2012 si sono presentati al Centro Ozanam 430 famiglie con un aumento del 7% rispetto al 2011 .
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Verbale del Consiglio pastorale parrocchiale di lunedì 12.11.2012

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> L'assemblea si riunisce alle ore 20.45 a Casa Saretta.

O.D.G.
• Preghiera;
• Contributi di esperti circa la situazione sociale sandonatese;
• Varie ed eventuali.

-  Momento di preghiera preparato e condotto da Luca Morosin.

1. Don Gino introduce gli interventi degli esperti invitati per fare una quadro sulla situazione sociale del Sandonatese, ricordando che lo scopo dell'incontro è di raccogliere dati su lavoro, reddito, casa, disagi vari presenti al fine di sostenere una riflessione e poter fornire da cristiani fiducia e speranza come augurio in vista del Natale.

Lorenzo De Vecchi (segretario CISL di Venezia). Il tasso di disoccupazione è raddoppiato negli ultimi quattro anni: ufficiale è del 7%, ma secondo altre fonti è dell'11%; duemila persone sono iscritte nelle liste di collocamento del Comune di San Donà, ma probabilmente vanno aggiunte altre mille unità circa. I dati di San Donà sono simili a quelli del territorio e della Provincia. In particolare si è avuto un calo del 50% degli addetti nel settore dell'edilizia. Il paradosso è comunque che in generale il numero degli occupati nel complesso non è diminuito (una causa è il blocco dei pensionamenti, che trattiene le persone al lavoro).
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Piergiorgio Frassati, un beato esempio per i nostri tempi

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Vetrata del Duomo dedicata al beato Frassati

Piergiorgio Frassati nacque a Torino nel 1901 da ricca famiglia borghese, di stampo liberale. Il padre, fondatore del quotidiano La Stampa, fu il più giovane senatore del Regno d'Italia ed ambasciatore a Berlino.
Nonostante il clima famigliare rigido e freddo, il giovane Piergiorgio scoprì la maternità della Chiesa, frequentando varie associazioni cattoliche, tra cui le Conferenze di San Vincenzo.
S'iscrisse alla facoltà d'ingegneria mineraria, perché aveva avuto modo di costatare dal vivo i particolari disagi degli operai del settore e voleva quindi prepararsi "per aiutare la sua gente".
Negli anni di studio difese ripetutamente la libertà d'espressione dei credenti in ambito universitario, gettandosi animosamente nella lotta socio-politica. Scriveva: "Ogni giorno di più comprendo quale grazia sia l'essere cattolici.Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità, non è vivere, ma vivacchiare..." Leggi il seguito

Quale futuro di miseria per tante famiglie nel ricco Veneto?

La San VincenzoRelazione sulle attività assistenziali effettuate dalle realtà vincenziane del Basso Piave nel 2011

Le difficoltà economiche di tante famiglie nell'area del Basso Piave, già emerse negli ultimi due anni, sono state drammaticamente confermate nel 2011 con un trend in peggioramento: abbiamo la netta sensazione che ci stiamo avviando verso tempi ancora più bui.

A fronte di pressanti richieste di aiuto da parte di tante famiglie che, oltre a non poter far fronte al pagamento delle utenze domestiche, degli affitti, delle rate dei mutui, fanno realmente fatica a nutrirsi in maniera appropriata, fa riscontro la diminuzione delle risorse economiche disponibili dalle Associazioni che operano nel sociale a favore dei bisognosi.

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Solidalmente n.3 anno 2011

Dall’editoriale di don Gino: “Nel trafiletto che presenta le finalità della S. Vincenzo a S. Donà, a pag 34 del numero speciale del foglietto parrocchiale di settembre scorso, si legge questa dichiarazione: “Nessun tipo di carità è estranea all’organizzazione”. E’ un’affermazione piuttosto impegnativa e va compresa bene… L’affermazione si riferisce alle dimensioni invisibili, spirituali, interiori, come i valori che danno …

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Fino alla vita

Fino alla vitaAlem  Saidy è un giovane afgano di 19 anni, fuggito dal suo paese, dopo un viaggio drammatico è giunto quasi in fin di vita a San Donà di Piave.

Qui è stato accolto nella famiglia di una Vincenziana (della Conferenza di San Vincenzo), accolto con affetto e premure come un figlio. Le autorità sono state interessate per regolarizzarne la posizione così Alem ha ottenuto la status di rifugiato politico e trovato un lavoro stabile.

Ora ha deciso di diventare cristiano e il prossimo anno riceverà il battesimo.

Gianpaolo Gianni, divenuto suo papà adottivo, ha pensato di raccontare l'avventura di Alem in un libro dal titolo “FINO ALLA VITA“, Ugo Mursia Editore.

Dalla scheda del libro nel sito Mursia:

«Ho sempre sentito dire, da tanti, che la vita e un'avventura, un viaggio, e allora capisco che il mio viaggio è stato indispensabile per condurmi fino alla vita.»

Il kalashnikov e gli attrezzi da falegname, sono questi i giochi di un ragazzino nato e cresciuto in Afghanistan. Questi sono stati i giochi di Alem Saidy fino a quando, a soli dodici anni, fugge dal suo Paese per andare a lavorare prima in Iran e poi a Dubai.

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