Federico Schiavon, salesiano sandonatese, prete zingaro tra le baracche dei Rom

don Federico Schiavon, salesiano, 52 anni, veneto di San Donà di Piave...
La sua roulotte la identifichi subito dall'enorme bandiera del Tibet piantata lì vicino. Per il resto la sua "casa" è assolutamente simile alle altre. Unico indizio: una piccola croce gialla a fianco alla porta, ma poca cosa rispetto alle decine di statuette della Madonna e di Padre Pio che fanno da poveri capitelli tra caravan e caravan.
«Siamo degli ospiti qui dentro, perciò bisogna entrare con discrezione, senza pensare di avere la verità in tasca, e giudicare o voler cambiare loro la vita. Se entri con questo spirito, senza arroganza poi, forse, riesci a rimanerci», premette subito don Federico, per farci capire che i "gagi" (che nella cultura rom vuol dire i "non zingari") qui sono bene accolti, basta ovviamente che non pretendano di comandare in casa altrui. Via Monte Sei Busi numero 11: per chi abita a Udine significa campo rom, anzi "Villaggio metallico", come venne soprannominato questo campo nomadi a causa delle vecchie baracche di metallo edificate alla fine della guerra dagli inglesi.
Leggi il seguito