Un documento di 40 anni fa: “Un Popolo in cammino”

Un popolo in camminoUn Popolo in cammino (1975)

Un opuscolo scritto “a quattro mani” da mons. Bruno Gumiero (insediatosi come parroco sei mesi prima, a fine agosto del 1974) e dall’allora direttore dell’Oratorio Don Bosco don Ettore Andreatti in occasione della Pasqua di 40 anni fa, il 30 marzo 1975.

Vi si traccia una panoramica sulla situazione cristiana e sociale della comunità …

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Riflessioni e proposte sull’attuale situazione sociale della nostra città e territorio

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DisoccupazioneNei primi incontri del nuovo anno pastorale 2012-2013 il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha avviato una riflessione che scaturisce dalla lettura dell'attuale situazione sociale ed economica del territorio e in particolare della nostra città.

Altre informazioni sulla crisi sono state evidenziate nella tavola rotonda del 23 novembre organizzata dal Coordinamento della Caritas vicariale e dalle associazioni di volontariato con le associazioni di categoria dal titolo: "Crisi, povertà e disagio sociale, le Comunità del Basso Piave si interrogano".

Da più fonti si sono così raccolti dati concreti su lavoro, reddito, casa e situazioni varie di disagio, sulla base dei quali si sono proposti possibili interventi e soluzioni. (Le fonti sono il sindacato della Cisl, i Servizi sociali del Comune, il Comitato per l'Immigrazione del Veneto orientale, l'Ufficio statistico della Regione Veneto, relazione unitaria delle associazioni di volontariato).

Il quadro della situazione

La crisi produttiva e la pesante contrazione del prodotto interno lordo (PIL) dell'ultimo anno hanno trovato un immediato riflesso sul mercato del lavoro, ma non tanto in termini di caduta occupazionale, quanto invece in termini di un maggior ricorso alla cassa integrazione guadagni.

Nel Veneto l'occupazione tra il 2004 e il 2011 è aumentata del 6,7% (3,5% nella provincia di Venezia). Nel Sandonatese gli occupati sono aumentati del 9% tra il 2005 ed il 2008, per poi scendere del 4,9% nel 2009, che corrisponde ad una perdita di 2000 unità in un anno.

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25° Settimana Sociale dei cattolici.

Settimana sociale 2011Una nuova stagione.

La figura di Giuseppe Toniolo per riconciliare Economia, Società e Politica.

Auditorium S. Pio X - Collegio Pio X  (viale D'Alviano-Treviso)
Inizio ore 20.30
27 e 28 settembre - 3 e 4 ottobre 2011


Processi economici sempre più complessi, dettati dalla globalizzazione e, spesso, da perverse logiche speculative. Un mondo del lavoro sempre più dipendente dalle esigenze del mercato globale. Una società, soprattutto nel nostro Paese, divaricata da tali cambiamenti. Bloccata, chiusa e incapace di uscire da sterili rendite di posizione e localismi e di dare speranza alle nuove generazioni. Una politica avvitata su se stessa, sempre meno in grado di fare sintesi e di accompagnare questi cambiamenti, come si è visto negli ultimi convulsi mesi.

Il quadro che si presenta ai nostri occhi non sembra dei più semplici e favorevoli. Tuttavia sappiamo che nelle vicende del nostro Paese ci sono stati credenti, al tempo stesso uomini di fede e cittadini illuminati, che in processi difficili e apparentemente indirizzati verso approdi negativi hanno saputo percorrere strade nuove.

Una di queste persone è sicuramente Giuseppe Toniolo, che sarà beatificato nei primi mesi del 2012.

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La comunicazione interiore nel frastuono della società odierna

Conferenza di p. Stefano Albertazzi per il trentennale dell'AIART di San Donà di Piave
San Donà di Piave, 18 marzo 2010
(fonte: www.aiart.org)

1. Premessa
Ringrazio i membri dell'AIART di San Donà di Piave per l'invito che mi avete rivolto, in particolare nella persona di Dori Dus, e tutti voi presenti. Cercherò di essere breve e il più possibile fedele al tema che mi è stato affidato.

Parlare di comunicazione interiore significa innanzitutto presupporre che esiste un uomo interiore e un uomo esteriore. Il dato non è così scontato come sembra. Ognuno di noi, cioè, non è solo quello che vedono gli altri, quello che appare all'esterno: in ogni uomo esiste anche un'interiorità, che c'è, ma che non si vede e non si tocca.

Dovremmo essere tutti d'accordo - spero che voi siate d'accordo con me - nell'affermare che questo uomo interiore è il cuore e il fondamento dell'uomo esteriore. Nei nostri giorni questo rapporto sembra essersi però rovesciato: l'uomo dà l'impressione di essere come bloccato, incollato all'esteriorità e sembra aver perduto la capacità di leggere dentro quello che vede, di saper andare oltre quello che vede. Ciò che conta, ciò che vale è prima di tutto ciò che si vede, ciò che si tocca, che si sperimenta attraverso i sensi. Noi sappiamo bene che non è così: sappiamo bene che ognuno di noi è molto di più di quello che mostra - o che può mostrare - agli altri.
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Caro Diogneto: un’esperienza antica, che è sempre attuale

Enzo Bianchi, priore del monastero di BoseNegli anni in cui erano redatti gli ultimi libri del Nuovo Testamento, un autore a noi sconosciuto indirizzava un breve scritto a un tal Diogneto, un pagano cittadino dell’impero romano, per spiegargli la novità del cristianesimo, chi erano i cristiani, minoranza ormai presente in tutto il Mediterraneo.
Quegli anni erano un tempo di semina per la chiesa, una stagione in cui i cristiani erano a volte osteggiati, talora anche perseguitati, tuttavia essi sapevano nutrire nel loro cuore la macrothymia, questa capacità divina che consente di “sentire in grande”, di leggere la storia e vedere l’umanità con grande amore e forte speranza.
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