Aumentano i bisognosi che si rivolgono alla San Vincenzo e ai V.A.DO.

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Centro OzanamCrescono le persone in difficoltà, che si rivolgono al Centro di Assistenza intitolato a Federico Ozanam, presso Casa Saretta.
Diminuiscono gli stranieri che chiedono aiuto, mentre aumentano gli uomini italiani. Diventano più frequenti le richieste di sussidi economici e di generi alimentari.
Vi è una conferma di generale impoverimento delle fasce più deboli della popolazione e, soprattutto, l'allargamento del grave disagio ben oltre la categoria sociale dei vulnerabili cronici. Nel corso del 2012 si sono presentati al Centro Ozanam 430 famiglie con un aumento del 7% rispetto al 2011 .
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La situazione economica e sociale del sandonatese

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Si riporta il testo completo della ricerca relazionata nella riunione del 12 novembre 2012 del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) dal dott. Francesco Brichese.

Premessa

Qual è la situazione economica e sociale del territorio sandonatese? Ci sono situazioni di "povertà"? In che modo la situazione è aggravata dall'attuale congiuntura?
Sono queste le domande che si è fatto il Consiglio pastorale della parrocchia del Duomo di S. Donà di Piave, alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, al fine di poter consapevolmente rivolgere ai fratelli più sfortunati una parola di partecipazione e di speranza.
Nel tentativo di dare risposta a queste domande, sarebbe ingenuo fare affidamento alle sole percezioni di senso comune, dal momento che non sempre la percezione dei fatti corrisponde alla loro reale dimensione.
Innanzitutto, non si può escludere che nel sandonatese non sussistano fenomeni di povertà [1]. Anzi, se come risulta dai dati del Rapporto Caritas 2012 ai centri di ascolto (cda) e ai servizi socio-assistenziali si rivolgono sempre più nuove categorie di poveri, è molto probabile che anche nel nostro territorio possano diffusamente esserci volti nuovi del disagio che tuttavia rimangono invisibili nel sommerso del vivere quotidiano.
Ci si riferisce alle storie di povertà degli italiani e a "situazioni di povertà estrema che coesistono tuttavia con una vita apparentemente normale, magari vissuta all'interno di una abitazione di proprietà".
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Corso di italiano e cultura civica per stranieri

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> iscrizioni entro il 30 Novembre 2012

Il Comitato del Veneto Orientale per l'Immigrazione con la collaborazione delle Associazioni di Volontariato Sandonatesi propone corsi di italiano (livello base) e cultura civica, ai quali invita a partecipare gli adulti stranieri residenti in zona

Vuoi imparare l'italiano?
Iscriviti subito al corso presso lo "Sportello migranti" in via Svezia 2. Lunedì dalle 17 alle 19 e Venerdì dalle 9 alle 11.

Do you want to learn Italian?
enroll yourself in the course at the "Sportello migranti" in Via Svezia 2. Monday from 17 to 19 and Friday from 9 to 11 o'clock

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Rilanciare il “Centro di ascolto Caritas”

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Centro di ascolto CaritasDieci anni sono pochi, ma anche tanti, quando si tratta di misurare l'adeguamento delle risposte ai problemi sociali. La realtà cambia velocemente e l'impostazione di partenza subisce continui ritocchi e adattamenti.

Il Centro di ascolto (CdA), avviato dopo lunga preparazione dal gruppo Caritas vicariale, nei primi anni aveva la sua sede presso l'Istituto S. Luigi, di fianco al duomo. Dopo un anno abbondante di rodaggio che è servito anche per farsi conoscere, ha cominciato a rendere il suo servizio ai nativi e agli stranieri: ascoltare, orientare e accompagnare.

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Assemblea diocesana delle Caritas parrocchiali

Il 14 novembre in Seminario sono confluiti per l’assemblea diocesana quasi trecento collaboratori delle Caritas parrocchiali. Durante la celebrazione eucaristica iniziale il Vescovo ha suggerito tre impegni: discernere tra il bene e il male per favorire le relazioni personali; perseverare nella fedeltà al Vangelo; testimoniare la fede attraverso la carità.

E’ seguita la relazione di don Antonio

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Stranieri… non estranei

cigniVenerdì 30 aprile scorso al Centro Leonardo da Vinci di San Donà di Piave, organizzata dal Comitato del Veneto Orientale per l'Immigrazione, Conferenza Sindaci della Venezia Orientale e patrocinata dal Comune di San Donà di Piave, si è tenuta una tavola rotonda su alcuni spunti di riflessione, richiamati dal volantino che la pubblicizzava: "L'Arcobaleno della Cittadinanza (Progetto popoli & Culture), esperienze di cittadinanza condivisa; le vie per una convivenza solidale riconoscendo la ricchezza multiculturale".


Come ha ricordato nell'introduzione il presidente del Comitato, Antonio Sforzin, che si è attivato per organizzare la serata, le prime esperienze con gli immigrati nella nostra città risalgono al 1989, a flussi appena iniziati, quando si tenne un primo corso di lingua italiana alla Scuola L. Schiavinato; in seguito venne avviato l'ufficio immigrati presso le ACLI di San Donà e quindi fondato l'attuale Comitato per l'immigrazione, cui aderiscono una trentina di associazioni del Sandonatese, tra le quali una decina di stranieri.


Don Giancarlo Ruffato, moderatore della tavola rotonda, ha avviato gli interventi, ricordando l'importanza di "pensare insieme, essendo diversi". Egli ha sottolineato che, dopo i primi anni di "emergenza", in cui si è puntato soprattutto ad una buona accoglienza, è ora tempo di passare ad una buona politica dell'immigrazione.

 

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Conclusi i 6 corsi di lingua per stranieri

Uno dei sei è stato ospitato nelle nostre opere parrocchiali. Oltre alla lingua sono stati insegnati anche elementi di “cultura civica” per stranieri. Complessivamente su oltre 100 iscritti, ben 80 hanno ottenuto un attestato di frequenza da poter utilizzare nelle domande di lavoro. La prova si è svolta il giorno 9 maggio presso la casa del volontariato in via
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Lettera aperta (sulla vita dei rumeni oggi in Italia…)

Immigrati italianiQuando sono arrivato in Italia era normale che qualcuno avesse qualche timore nei miei confronti perché ero un foresto, straniero, sconosciuto.

Adesso dopo 17 anni mi trovo in condizioni peggiori perché sono romeno. In tutto questo tempo ho cercato di essere grato verso i cittadini italiani e con il massimo rispetto perché questo Paese mi ha dato la possibilità di crearmi un futuro, una famiglia e di avere una vita dignitosa rispetto la vita che avevo in Romania negli anni 90.
Con il passare degli anni sono riuscito a farmi degli amici e nello stesso tempo di costruire dei ponti tra la mia gente e quella autoctona. Tutto è andato bene fino a qualche anno fa quando le frontiere si sono aperte anche per il nostro Paese con l’entrata della Romania nella comunità europea e siamo entrati in possesso del diritto di libera circolazione.
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Speciale: Gli stranieri che vivono con noi

Da più di dieci anni la nostra terra, che è sempre stata terra di emigrati , ha incominciato a diventare terra di immigrati. Dopo un primo periodo di emergenza, siamo arrivati a una situazione di stabilità crescente. Superate le prime difficoltà abbiamo raggiunto un buon livello di reciproca accettazione e rispetto. Desideriamo fare il punto presentando i dati numerici della situazione, descrivere il grado di inserimento e portare a conoscenza il pensiero di alcuni stranieri che da anni vivono tra noi e si sentono ormai nostri concittadini. Come cristiani che credono al vangelo, vorremo che gli stranieri tra noi fossero sempre meno ‘foresti’ e sempre più fratelli e cittadini.

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