1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 1)

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La lapide sull'ex casa del custode delle Scuole R. OnorRicorre quest'anno il settantesimo anniversario di quel 1944 in cui la guerra arrivò in modo drammatico e "diretto" anche nella nostra comunità. Ripercorriamo alcuni di quei drammatici avvenimenti, con la convinzione che la memoria fa riflettere, aiuta a valutare gli errori, in molti casi fa anche essere riconoscenti e certamente insegna a non dare per scontato il presente.

I primi anni di guerra

Il primo settembre 1939 le truppe tedesche invadono la Polonia, dando inizio di fatto alla seconda guerra mondiale. Per gli almeno mille soldati sandonatesi richiamati ai primi di settembre 1939 e per i loro familiari, il parroco Saretta celebra due messe il 10 e 11 di quello stesso mese.

Dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 (anche a San Donà "qualche esaltato, contagiato dalla martellante propaganda del regime, aveva sovrapposto la sua voce concitata nell'urlo ripetuto: Bene, bene!"), a San Donà la guerra si vive "indirettamente" con le partenze dei soldati per la Grecia, l'Africa, la Russia... e con le loro lettere anche dalla prigionia.

Comincia a riaprirsi "il dramma di una città che doveva ancora riprendersi completamente dalla distruzione del primo conflitto."
Intanto nel 1942, con decreto reale del 31 maggio, San Donà di Piave riceve il titolo di "Città".
Dopo l'incarcerazione di Mussolini del luglio 1943, l'8 settembre il maresciallo Badoglio è costretto a proclamare l'armistizio con gli alleati, già firmato cinque giorni prima.

Il 23 settembre 1943 Mussolini fonda la Repubblica Sociale Italiana (di Salò).

Il 24 settembre 1943, festa della Madonna del Colera, praticamente tutta la comunità di San Donà è radunata nel cortile dell'Oratorio assieme al suo parroco Saretta e al Vescovo Mantiero per pronunciare il voto solenne all'Ausiliatrice di costruirle in quel posto (in cui erano già state gettate le fondamenta) un tempio votivo, se avesse risparmiato dalla distruzione della guerra la città e l'Oratorio: "la povera gente non si stancò di sgranare il rosario e di chiedere la Sua intercessione".

Intanto San Donà è militarizzata. I tedeschi e le camicie nere occupano vari luoghi strategici della cittadina (villa De Faveri, villa Amelia, le scuole elementari, l'Oratorio...), si indice il coprifuoco e il cielo comincia ad essere solcato dai sinistri motori degli aeroplani anglo-americani...

Estate 1944. Gli alleati cominciano a bombardare San Donà

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Rubata la statuetta dell’Ausiliatrice del capitello Montagner

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Capitello dell'Ausiliatrice di Casa Montagner, vuoto

Nel giorno della Festa dell'Immacolata 2010 una telefonata dei Carabinieri al direttore dell'Oratorio Don Bosco ha comunicato il furto della statuetta dell'Ausiliatrice presente nel piccolo capitello di Casa Montagner, all'incrocio tra via Carozzani e la Triestina.

Il grave fatto ci priva di un'amata immagine religiosa, che suscitava in molti l'occasione di un segno di croce; ma viene meno anche un pezzo caro e importante della storia della nostra Comunità.

Wally Perissinotto nel suo libro "Ancora un giro di giostra" scrive: "Oggi quel capitello, segnato dal tempo, ha solo alle spalle la tranquilla compagnia dei campi. La statale 14 lo aggredisce con i suoi rumori assordanti e pochi, forse, ne riconoscono il valore del passato. Eppure don Trivellato, al momento del congedo, lo aveva affidato a tutto il popolo «pregando che provveda ai necessari restauri quando il tempo e le intemperie rapinatrici l'avessero a deturpare»".

Ripercorriamo allora, di seguito, questa storia

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