Vita missionaria nel nordest del Brasile

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 Padre Ugo Montagner con Papa FrancescoIl missionario sandonatese don Ugo Montagner ha festeggiato l’anno scorso i 40 anni di Ordinazione Sacerdotale, avvenuta il 12 giugno 1974 nella Cattedrale di Siena.
La felice ricorrenza è stata celebrata dapprima a San Donà il 31 maggio 2014 (Festa della Beata Vergine delle Grazie), nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore, e poi nella sua attuale parrocchia “Nostra Signora delle Vittorie” ad Alto Parnaíba nel nordest del Brasile (Stato del Maranhão), che regge da cinque anni.

Lo scorso anno, in occasione della felice ricorrenza, p. Ugo ha tracciato la sua autobiografia che riportiamo di seguito, “commentata” da alcune recenti foto di vita missionaria…
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In Brasile si festeggiano i 40 anni di Messa di don Ugo Montagner

P. Ugo MontagnerFesteggiati nella Parrocchia “Nostra Signora delle Vittorie“, ad Alto Parnaiba (Stato del Marañhau), i 40 anni di sacerdozio del missionario p. Ugo Montagner dal 1978 in Brasile.
P. Ugo non dimentica certo le sue origini sandonatesi e quest’anno – per festeggiare assieme alla sua città il felice anniversario – è riuscito a fare una “cappatina” in Italia per
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In festa con p. Ugo per i suoi 40 anni di sacerdozio

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P. Ugo Montagner ad Alto ParnaibaP. Ugo Montagner, sandonatese classe 1946, festeggia quest'anno i 40 anni di Ordinazione Sacerdotale, avvenuta il 12 giugno 1974 nella Cattedrale di Siena.
La felice ricorrenza sarà a celebrata nella sua parrocchia di Nostra Signora delle Vittorie ad Alto Parnaíba nel nordest del Brasile, Stato del Maranhão.
Egli vuole comunque ricordare anche qui a San Donà l'anniversario presiedendo la Santa Messa vespertina delle 19 nella chiesa di San Giuseppe sabato 31 maggio, Festa della Beata Vergine delle Grazie.
P. Ugo ha avuto legami di amicizia anche con i due parroci di cui ricorrono gli anniversari della morte in questi giorni.
Accompagnò mons. Saretta (di cui era grande amico anche il papà Carlo) nei primi giorni in cui si trasferì in via Filzi a Treviso, nel giugno del 1961, dopo la rinuncia alla parrocchia di San Donà. Era allora giovane seminarista ed aiutò l'anziano ex-parroco a sistemare la biblioteca nella sua nuova residenza.
Mons. dal Bo, invece, morì due settimane prima della sua ordinazione. Però aveva detto al cappellano don Adriano Toffoli (che reggeva la parrocchia da quando ormai la malattia aveva tolto le forze all'arciprete) che il giono in cui il novello don Ugo Montagner sarebbe venuto a dire la prima Messa nel Duomo (16 giugno 1974) avrebbe dovuto suonare le campane a lungo.
Le campane del Duomo erano per mons. Dal Bo particolarmente care: aveva espresso il desiderio anche che fossero suonate a festa il giorno della sua morte...

Di seguito riportiamo l'autobiografia di p. Ugo Montagner.
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Il Papa al Santuario Nostra Signora di Aparecida all’apertura della XXVIII GMG

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Santuario di Nostra Signora AparecidaPapa Francesco giunge oggi 22 luglio 2013 a Rio de Janeiro in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Mercoledì sarà al santuario di Nostra Signora di Aparecida (tra la città di San Paolo e Rio de J.), patrona del Brasile, dopo le visite di Giovanni Paolo II (1980) e Benedetto XVI (2007). Il santuario – il secondo più visitato al mondo dopo quello di Lourdes – in un solo mese è capace di accogliere un milione di pellegrini.
La Vergine Aparecida (Apparsa), sotto il nome di Immacolata Concezione, divenne patrona della città di San Paolo in seguito ad un episodio risalente al XVIII secolo, quando alcuni pescatori, gettando le reti nel fiume Paraiba, portarono in superfice una statua decapitata della Vergine Nera (come il colore di chi era stato costretto in schiavitù) e in un secondo momento la testa.
La devozione alla Vergine Immacolata Concezione "Aparecida" con il passare degli anni divenne sempre più grande, tanto da suggerire nel 1737 la costruzione di una cappella per accogliere i numerosi fedeli che iniziavano a provenire da ogni parte del mondo.
Fu Papa Pio XI, il 16 giugno del 1930, a dichiarare Nostra Signora Aparecida patrona del Brasile, mentre nel 1946 iniziarono i lavori di costruzione dell'attuale Basilica, consacrata il 4 luglio del 1980 da Giovanni Paolo II, il quale ricordò nella prima storica visita: "Che cosa cercavano gli antichi pellegrini? Che cosa cercano i pellegrini di oggi? Proprio quello che cercavano nel giorno, più o meno remoto, del battesimo: la fede e i mezzi per alimentarla. Cercano i sacramenti della Chiesa, soprattutto la riconciliazione con Dio e l'alimento eucaristico. E ripartono fortificati e riconoscenti alla Signora, Madre di Dio e nostra".
Nel famoso Santuario sono ancora conservate due rose d'oro: una dono di Paolo VI (inviata nel 1967 per commemorare il 250° anniversario del rinvenimento dell'immagine) e una di Benedetto XVI (personalmente offerta durante la visita del 2007).

La V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi
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Nel ricordo di padre Sergio Sorgon

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Padre Sergio SorgonLa festa dell'Epifania per la nostra Comunità è occasione per il ricordo del sacrificio del nostro missionario carmelitano scalzo p. Sergio Sorgon, ucciso in Madagascar il giorno 7 gennaio 1985.
Era partito con la sua moto dalla capitale (dove si era recato per salutare all'aeroporto il confratello p. Italo Padovan), quando fu ucciso da sicari lungo la strada di ritorno per Moramanga, presso Ambatoloana.
Il suo sangue sparso è stato fecondo portatore di "una fiorente primavera", che ha visto sbocciare varie vocazioni carmelitane, tra le quali ricordiamo quella di mons. Fabien Raharilamboniaina, vescovo malgascio della diocesi di Morondava, in visita nell'agosto 2011 a Fiorentina e San Donà.
P. Sergio Sorgon viene ricordato nella santa messa vespertina dell'Epifania, nel cui pomeriggio si tiene la tradizionale lotteria, uno dei mezzi di finanziamento del Gruppo Missionario per aiutare anche economicamente tutti i missionari sandonatesi ad gentes.

I missionari sandonatesi ad gentes

Di seguito scriviamo un breve profilo dei missionari originari della nostra comunità, ricordando con riconoscenza, senza menzionarli, i numerosi altri che ci hanno preceduto in Cielo:
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Don Ugo Montagner e la missione Alto Parnaiba

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Padre Ugo vicino alla statua in restauroIn un suo recente incontro con il Gruppo Missionario P. Sergio Sorgon, don Ugo Montagner, missionario sandonatese classe 1946, attivo in Brasile dal 1978, ha raccontato la sua esperienza pastorale ad Alto Parnaíba nel nordest, Stato del Maranhão.
Le parole schiette del suo intervento hanno disilluso l'eventuale nota idilliaca che nell'immaginario comune a volte aleggia attorno al lavoro pastorale in terre lontane. Spesso, e ancor più nella missione che gli è stata affidata dal gennaio 2010, la gratificazione pastorale non c'è e si è chiamati ogni giorno a "seminare" con pazienza, senza l'illusione di vedere i frutti del proprio lavoro.
La parrocchia comprende 5 cappelle alla periferia della città più i villaggi sparsi nel territorio. Leggi il seguito

Padre Ugo Montagner, ci scrive dal Brasile e racconta della sua missione

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 Padre Ugo Montagner nell'ultimo viaggio a San Donà di PiaveCarissimi amici

NATALE 2012

Tempo marcato per l'attesa allegra della nascita di Gesù che ci porta il dono di una vita nuova e piena di speranza, di pace e di amore, e ci invita a seguire i suoi passi.

Natale è un momento privilegiato per approfondire la nostra fede e il nostro appartenere a LUI.

Natale è celebrare la bontà di Dio con noi, che viene a curare i nostri mali e a riempire la nostra vita con la sua presenza. Presenza di amore e pace per tutti gli uomini, questo è il canto degli Angeli nella notte della nascita di Gesù, e che sia anche il nostro canto.

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Festa per suor Maria Rosa Pellizzaro

Suor Maria Rosa PellizzaroDomenica 18 settembre 2011 la Comunità di Fiorentina ha avuto un’altra bella occasione di festa: i cinquant’anni di professione religiosa di suor Maria Rosa Pellizzaro, più di metà dei quali trascorsi in Brasile.

Suor Maria Rosa appartiene alle Suore di Maria Bambina, che ha conosciuto da fanciulla quando frequentava l’asilo di San Donà, dove si teneva l’oratorio festivo per ragazze. Le due co-fondatrici, Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa, nel 1832 avviarono questo carisma religioso: “Seguire Cristo Redentore attraverso le opere di misericordia”.

Nella giovinetta Maria Rosa, ebbe particolare influenza suor Giuseppina, che le dava da leggere dei giornaletti figurati sulle avventure reali dei missionari e il cui esempio le fece maturare la vocazione religiosa. Alle scuole elementari di Fiorentina, dove viveva la famiglia (sono 6 fratelli, di cui 4 femmine), Maria Rosa era nella classe di altri futuri missionari: p. Sergio Sorgon, p. Giancarlo Zanutto e p. Gino Sorgon. La maestra Marì Roma, evidentemente, non offrì loro solo formazione scolastica… Suo cugino è un altro nostro missionario, p. Siro Pellizzaro.

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“Vado, fondo la mia chiesa e torno”.

È il curioso titolo di un interessante articolo del numero 6 di giugno 2011 della rivista "Noti Cum" del Centro Unitario per la cooperazione Missionaria tra le chiese (CUM)* di Verona, promosso dalla CEI.

Il redattore del testo, don Ubaldo Ripa (Parrocchia Pedaso, Diocesi di Fermo), riporta i risultati di un'inchiesta giornalistica che "aiuta ad aprire gli occhi sulla nascita di nuovi culti in Brasile".

Il problema delle sette in Sudamerica e, in particolare in Brasile, è spesso evidenziato anche dai nostri missionari quando rientrano in Italia. P. Ugo Montagner, nel suo recente incontro con il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha riferito che solo nella città di Alto Parnaiba, sede della sua nuova parrocchia, vi sono una decina di sette: quando egli arrivò in Brasile, più di trent'anni, fa i cattolici erano il 90% dei fedeli; attualmente sono il 60%...

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P. Ugo Montagner incontra il gruppo missionario “p. Sergio Sorgon”

p. Ugo Montagner al gruppo missionario

L’incontro con i nostri missionari ad gentes è sempre una festa per il Gruppo Missionario “P. Sergio Sorgon”. È recentemente venuto ad incontrarli p. Ugo Montagner, sacerdote sandonatese  fidei donum, in Brasile dal 1978. (Vedi slideshow)

Egli è partito all’età di 32 anni, con il programma di rimanere in missione per cinque anni. Tuttavia il Vescovo della Diocesi di invio (quella di Siena) non lo ha mai richiamato, né lui ha mai fatto richiesta di ritornare, sicché opera da allora nella Diocesi di Balsas, Stato del Maranhão nel Nordest che, a differenza di quello italiano, è una delle regioni più povere del Brasile.

P. Ugo è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1974 a Siena. Ha studiato al PIME di Monza e poi parte della Teologia negli USA, terminando gli studi a Firenze. Grazie alla sua conoscenza della lingua inglese, per un periodo gli è stato chiesto di insegnare all’Università a Balsas. Trascorsi nove anni a Riachão, è ritornato in Italia (aveva avuto delle minacce da grandi proprietari terrieri e da alcuni politici). Dopo il periodo 1987-91, in cui è stato parroco a Siena, è ritornato in Sudamerica, nella Parrocchia di Loreto, Diocesi di Balsas, sino all’attuale destinazione di Alto Parnaiba.

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Dal Brasile: lettera di don Ugo Montagner, settembre 2010

Brasile - MaranhaoALTO PARNAIBA 16-9-2010

Carissimi Amici,
Ci siamo visti a giugno e abbiamo potuto vederci, salutarci e scambiato alcune parole.

Come sapete da gennaio 2010 mi trovo a fare servizio ministeriale in un'altra parrocchia, dopo aver passato ben 18 anni nella parrocchia de Loreto.

La città si chiama : ALTO PARNAIBA sulla riva del fiume Parnaiba che nasce in questo comune e che corre verso il nord del Brasile fino ad entrare nell'oceano Atlantico. Si trova all'estremo sud dello stato del Maranhao. Gli abitanti sono circa 12 mila, la maggioranza vive in città o nella periferia e gli altri abitano sparsi in villaggi in un territorio vasto di circa 12mila chilometri quadrati.

Le distanze sono grandi, per esempio io mi trovo dalla sede della diocesi a ben 240 Km., le distanze per visitare i villaggi sono 80km, 100km, 120km, 150km. Per fare 100 km mi vogliono più de tre ore di viaggio con una jeep che molte volte devo mettere le marce alle quattro ruote perché se non lo fai rimani fermo e ti affondi nella sabbia. Abbiamo zone nella foresta dove devi fare chilometri nei sentieri solo di sabbia e il rimanente dei sentieri buche a volte alberi caduti in mezzo al sentiero. Leggi il seguito