Tatiana diventerà cooperatrice pastorale?

Come qualcuno già sa, da qualche anno sto vivendo un cammino vocazionale nella comunità delle Cooperatrici pastorali diocesane.
Vi chiederete forse chi sono le cooperatrici e come ho fatto per intuire che fosse questa la mai strada per rispondere alla chiamata di Dio sulla mia vita.
Fin da piccola, grazie anche alla mia famiglia e a chi mi stava vicino, ho sempre partecipato con gioia alla vita della parrocchia (catechismo, Acr, campiscuola…).

L’aver percepito che la parrocchia mi aiutava all’incontro con Gesù mi ha spinto dopo la Cresima a rendermi disponibile accettando di fare la catechista (prima come aiuto) accompagnando altri ragazzi nell’esperienza di fede.
Ed è proprio negli anni delle superiori che sempre più forte sentivo in me il desiderio di donare tutta la mia vita per gli altri in risposta all’amore che ricevevo e in questo mi accompagnavano le parole di Gesù: “non c’è un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici”.
In questo tempo tra scuola, università (alla fine delle superiori mi sono iscritta a Storia a Venezia), sport (giocavo a calcio), catechismo, lettori, gruppi, animazione dei giovanissimi di AC, a poco a poco andava maturando questo desiderio e si rendeva sempre più chiaro il modo per realizzarlo.
Condividendo questo mio desiderio con uno dei cappellani, mi è stato proposto l’esperienza delle Cooperatrici pastorali, donne che si consacrano per il servizio a tempo pieno nella Chiesa diocesana.
Perciò ho cominciato un anno di discernimento, un tempo in cui con degli incontri mensili ho potuto conoscere questa realtà e interrogarmi se questa poteva essere la mia strada.
A settembre del 2000 sono entrata nella comunità di formazione (che si trova a Santa Bona) e nei primi due anni ho terminato gli studi universitari laureandomi; ed ora ho iniziato gli studi teologici.
Dal secondo anno di comunità il fine settimana ho iniziato il servizio nella parrocchia di Olmo di Martellago, dove sono rimasta due anni. Da ottobre di quest’anno sono nelle parrocchie di Fagarè e Sant’Andrea.
Ma vi chiederete: a quali compiti sono chiamate le cooperatrici diocesane?
È una vocazione nuova nata nel 1992, dopo una riflessione di alcune giovani donne accompagnate da alcuni preti e dal vescovo sulla possibilità di un servizio più a tempo pieno nella pastorale.
Sono donne che si consacrano al Signore, in risposta alla sua chiamata, per dedicare tutta la loro vita al servizio pastorale nella chiesa di Treviso. Al momento della consacrazione, esprimendo le promesse di povertà, castità e obbedienza al vescovo, si impegnano a donarsi per sempre alle necessità della diocesi. Sono inviate dal vescovo nelle parrocchie per collaborare con i preti, le religiose e i laici delle comunità cristiane, condividendone il cammino di fede e le attività.
Il cammino di formazione per diventare cooperatrice dura almeno sei anni in cui si frequentano gli studi teologici e si matura anche attraverso esperienza concrete di pastorale parrocchiale.
Sono contenta di fare questo cammino perché sempre più guardando a Gesù sto scoprendo il mio volto e quello della Chiesa.

Tatiana Radaelli