Testimoni di Cristo in ascolto. Le Chiese del Nordest si incontrano

Aquileia 2Testimoni di Cristo in ascolto. È questo il tema, dei giorni di Aquileia, il “filo rosso” che aiuterà a fissare lo sguardo su Cristo, per imparare da Lui, dalla sua Sapienza, dal suo sguardo sull’umanità e sul mondo come leggere e interpretare le vicende e le inquietudini che attraversano i nostri giorni. I rappresentanti delle 15 Chiese del Nordest porteranno al Convegno l’anelito a qualcosa di nuovo, profondo, concreto sia a livello spirituale che pastorale.

Testimoni di Cristo in ascolto. Questo “filo rosso” ha guidato il lavoro di preparazione al Convegno “Aquileia2”, in programma dal 13 al 15 aprile 2012. Quasi due anni di «forte e significativo impegno da parte di tutte le nostre 15 diocesi», come scrivono i Vescovi nella lettera del 9 marzo scorso.

Attenzione profonda per ascoltare «ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 2,7); per ricordare e raccontare ciò che lo Spirito ha operato in noi, per noi, con noi. Attenzione profonda e carica di ascolto di persone, gruppi, comunità. Posizioni e sensibilità differenti per una presenza rinnovata sul nostro territorio; testimonianza di chi crede nella possibilità di mettere insieme e di considerare un’unica comunità persone di lingua e cultura diversa; sfida urgente oggi in tutto il Nordest, segnato e arricchito dalla presenza di molti gruppi linguistici e culturali.

Affrontare i cambiamenti richiede grande capacità di discernimento e sforzo paziente di confronto e dialogo, collaborazione e corresponsabilità. Forte è l’esigenza di un annuncio della Parola incarnato e carico di contenuti reali, il bisogno dell’incontro liberante con il Dio vivo per vivere la bellezza della fede. Da parte dei cristiani laici l’impegno nel mondo risulta carente di testimonianza che, sola, potrebbe incidere nel tessuto sociale contemporaneo. Indifferenza religiosa, materialismo, egoismo, cattolici che hanno perso il sentiero della fede… emerge la stagione della minoranza, ma l’essere minoranza è evangelico, purché sia propositiva, feconda e profetica. Testimoniare il Vangelo nel mondo di oggi diventa sempre più difficile, si devono porre atteggiamenti e comportamenti più responsabili nell’economia, nella politica, nell’ecologia e nella tecnica.

È urgente un laicato pensante, maturo, che si faccia carico delle situazioni umane, dei problemi ricorrenti, penetrando nella “massa” e fermentandola dal di dentro, forse senza risultati misurabili e tuttavia evangelicamente efficaci, perché affidati alla Sapienza che viene dall’Alto. È urgente ripensare i progetti pastorali, il Vangelo chiede di scendere in piazza, di spezzarsi e di farsi pane per la pace e la giustizia tra la gente.

L’essere autenticamente cristiani comporta l’impegno in prima fila con coraggio e creatività intellettuale per sostanziare con le originali ricchezze del Vangelo ogni ambito di vita. Anche la vita coniugale e familiare aspira a riconquistare la sua piena dignità grazie ai valori umani e cristiani che le sono propri. Occorre la proposta di esempi chiari e coerenti, immersi nell’umile quotidiano degli uomini. Essi attendono la testimonianza dei valori, lo “scandalo” della “debolezza” di cristiani che, con la loro presenza capillare, costante, incisiva, nelle comuni condizioni di vita e di lavoro, sappiano irradiare la luce di Dio e la forza rivoluzionaria dell’amore, incontrando, ascoltando, servendo gli uomini e condividendone le difficoltà e le speranze, le sofferenze e le aspirazioni.

Ascolto e testimonianza per ripartire da Cristo, perché l’uomo contemporaneo trovi in Lui il suo punto di riferimento, guardando al quale è possibile orientare le proprie scelte, per costruire insieme una convivenza più umana. I germi di speranza, originati dalla buona notizia della salvezza, non possono che preludere a tempi fecondi. Per incontri tra credenti di fedi differenti e anche con i non credenti, all’insegna del bene e della crescita comune.

Maria Cavagna, Consulta Laici – diocesi di Bolzano-Bressanone