Tra noi, chi si accosta alla Bibbia, oggi?

Preti e suore ne possiedono più di una e in numerose occasioni la usano come fonte di riflessione e di preghiera, personale e nei gruppi.
Ai bambini ogni anno, in occasione della prima comunione viene regalato un testo dei quattro Vangeli e i ragazzi che frequentano le iniziative parrocchiali spesso preparano le loro preghiere ricorrendo a brani del Vangelo, dei profeti e dei salmi.
Gli adulti che fanno catechismo sanno di essere chiamati a trasmettere non le proprie idee, ma la parola del Signore, e quelli che vengono in chiesa alla domenica o durante la settimana, sempre ascoltano due o tre brani della Sacra Scrittura, nella prima parte della messa.
Si legge la Parola di Dio in parecchi gruppi, settimanali o mensili, nelle piccole comunità e ultimamente nella Lectio divina. Girando per le case non è infrequente vedere nelle piccole ‘librerie familiari’ qualche volume, a volte anche grande e ben rilegato, della Bibbia. La nuova libreria Shalom constata un costante prelievo di copie dai clienti. Sembra dunque che “il libro” non sia assente.
Si spera che sia anche usato, letto e meditato, come raccomandano i Vescovi del Sinodo: ”Accostiamoci alla mensa della Parola: facciamola risuonare all’inizio del nostro giorno perché Dio abbia la prima parola, e lasciamola echeggiare in noi alla sera, perché l’ultima parola sia ancora di Dio”.