Ultimi ritocchi alla preparazione…

don Filippo GorghettoAprile, maggio, giugno….

Sono più o meno questi i conti che viene da fare se si pensa che il 20 giugno, proprio in Duomo, ci saranno le ordinazioni sacerdotali.
E così il parroco (che anche se a 500 chilometri di distanza, ma è sempre il “mio” parroco), mi ha chiesto di fare un po’ il punto della situazione.
Una delle domande che capita di sentirsi rivolgere è: “ma ti stai preparando?”
La risposta qui è semplice, perchè sarebbe “da manicomio” non prepararsi per un passo così importante.
In ogni caso, questo periodo sarà sicuramente più intenso di altri; non sono da dimenticare però tutti gli anni precedenti di formazione, che mi hanno visto prima studiare filosofia a Nave (Bs), poi per due anni di “prova” nella scuola grafica salesiana di Mestre e infine per quattro anni a Torino per studiare teologia.

Sono stati un lungo e paziente (per il buon Dio) lavoro di cesello della mia vocazione, anche se di lavoro ce n’è ancora tanto da fare. Ma sono anni che mi hanno davvero aiutato a crescere umanamente, spiritualmente e culturalmente, e hanno fatto maturare sempre di più la mia vocazione.
Ma c’è una domanda che più spesso mi viene posta: “sei pronto?”
Domanda ovvia? Domanda retorica? Domanda profonda? Non lo so. Però risponderei così.

Certo che è una domanda ovvia: con tutti gli anni che mi hanno fatto studiare, che mi hanno formato, con tutti i confratelli che mi hanno messo accanto, con tutte le esperienze fatte, vuoi non essere pronto? D’altra parte, però, mi dico: tutt’altro che pronto!

Diventare prete non è una cosa ovvia e scontata: non tanto perchè ai nostri giorni ci sono poche vocazioni, i preti sono rari e ci sono molte difficoltà e troppe resposabilità, bensì perchè diventare prete vuol dire diventare, nel giusto modo, “rappresentante” del buon Dio.
Che non è, appunto, cosa da poco. Perchè prima che tutte le responsabilità che gli vengono affidate, il prete ha la responsabilità di essere il più possibile conforme, per quel che può, a quel Gesù che lo ha chiamato e che gli ha affidato un incarico improponibile per le sole forze umane, ma del tutto realizzabile perchè il Suo aiuto non viene mai meno.

Quindi, sto cercando di vivere serenamente questo periodo che mi separa dall’ordinazione sacerdotale, senza vane agitazioni e senza prendere sottogamba ciò che mi aspetta. Nella consapevolezza, che è quella della fede, che se da una parte mi hanno formato bene (speriamo!), dall’altra se è il buon Dio che chiama, di certo il suo aiuto non potrà mai mancare; perchè, come disse Gamaliele, “se questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio”.

Chiedo a tutta la comunità parrocchiale una preghiera per questo passo importante, assicurando il ricordo per la comunità di cui, nonostante i chilometri, faccio ancora parte!

don Filippo Gorghetto, diacono