Un grave deficit di etica pubblica

Il governo Prodi è caduto in seguito ad una reazione emotiva di un ministro.

Fuori e dentro il Parlamento si sono succedute manifestazioni di inciviltà da parte di soggetti politici e membri della classe dirigente…  “Come potrebbe la gente avere il senso dello Stato, della legalità e del bene comune, quando i governanti sono i primi a fare i propri interessi, a cancellare per legge i reati per i quali dovrebbero essere condannati, a concedere sanatorie e condoni che finiscono col premiare i disonesti? Da chi impareranno i cittadini il rispetto per le istituzioni, se la classe politica le copre di discredito?… Dobbiamo renderci conto che grava su tutti, governanti e cittadini, il compito di dare un’anima etica e culturale ai nuovi scenari politici” (p. B. Sorge, Politica italiana: vino nuovo in otri nuovi,  Aggiornamenti Sociali n. 3/2008).

Da  parte sua, la Chiesa italiana, per mezzo della parola del presidente dei Vescovi card. Bagnasco, non indica partiti da preferire, ma valori e principi antropologici ed etici fondamentali perché radicati nella natura dell’essere umano. Questo atteggiamento di non coinvolgimento politico-partitico “è il contrario del disinteresse e del disimpegno, ma è un contributo concreto alla serenità  del clima, al discernimento meno distratto, alla concordia degli animi”.