Una riflessione dal circolo ACLI per la Pasqua

ACLICi ritroviamo ormai a Pasqua, noi delle ACLI insieme a tutti coloro che operano nel settore sociale del nostro Vicariato, la vogliamo celebrare nella speranza della risurrezione, pur in un clima particolarmente preoccupante per molti, lavoratori e precari, immigrati e giovani, che riflettono responsabilmente a quanto succede nel sandonatese, in Italia e nel mondo.

Come credenti sappiamo di dover guardare alla storia e a ciò che avviene, per scoprirvi i segni della trasparenza del Padre, che si evidenziano nella risurrezione del Figlio. Siamo incaricati di cogliere, anche oggi, questi segni di Cristo, per non perdere il senso della sua presenza, della sua provvidenza, della sua volontà di giustizia e di pace da risorto.

Di fronte alle guerre fratricide (particolarmente nei paesi retti a dittatura) dove la repressione e i privilegi dei pochi, sono la regola per sopprimere ed opprimere, siamo chiamati ad alzare la voce, come ha fatto Cristo appassionato della pace.

Perchè sappiamo tutti ormai, che le guerre sono false soluzioni ai conflitti, l’80% delle vittime è composto da civili inermi e solo il 20% da combattenti armati. Sempre di più vengono presi di mira donne e bambini oggetto di terribili violenze e stupri sistematici, crediamo che il Signore ci inviti a stare dalla parte degli oppressi, magari accettando di cambiare stili di vita.

La Pasqua ci fa essere sensibili alle situazioni, in cui i diritti umani (nuovo nome dei Comandamenti biblici) negati al mondo e ancora poco conosciuti, anche negli stati che si dicono democratici ed europeisti, che spesso applicano una politica di non ospitalità e accoglienza (chiamandosi tuttavia cristiani) verso gli immigrati,non tenendo conto che questi popoli migrano in cerca di acqua, pane, pace e giustizia, come noi cerchiamo. Sarà Pasqua solo se aumenteremo i gesti concreti di ospitalità, in nome dell’incontro con Cristo risorto e presente in loro. Interessi economici dissennati hanno portato gli stati a produrre 22.640 milioni di dollari di armi, solo nel biennio 2009-2010.

Ma nulla vieta che si cambino i fondamenti di questa economia, perchè è chiaro che siamo di fronte al fallimento dell’ordine internazionale e dei progetti della Banca mondiale. Il richiamo è ai diritti umani, che le Nazioni Unite hanno tentato di costruire per mezzo secolo, con i criteri di universalità, orientati a chi ha meno e ha bisogno di un mercato equo e solidale per sopravvivere. Le popolazioni africane del nord si sono ribellate, di fronte allo sfruttamento ed allo sperpero di ricchezza, alla prepotenza e l’arroganza del mercato, al sostegno dato ai pochi e agli armamenti dati per tenere lontani i poveri dalla partecipazione.

Alcuni dittatori sono stati destituiti, altri sono in procinto di esserlo, ma i popoli non risorgeranno se non aiutati, assistiti e incoraggiati nella democrazia, che noi stessi viviamo poco. La Costituzione vista nel suo spirito, ci fa paura e pensiamo di cambiarla per renderla meno sociale, una difesa per chi sta già bene. Di fronte a quello che accade la resurrezione di Cristo passa attraverso una politica mondiale, che si faccia solidarietà viva e reale con chi è provato dal fenomeno dei cataclismi naturali, come i terremotati. Haiti ad un anno dal terremoto (che causò 220.000 morti)la ricostruzione stenta a decollare; così il terremoto in Giappone con una centrale nucleare che continua la sua dinamica di radiazioni.

Sono “segni” e chiamate al cambiamento, al ripensamento del nostro modo di vivere, una chiamata alla sobrietà. L’augurio pasquale diventa quello di ascoltare quelle chiamate del Risorto, che non incontreremo se non saremo capaci di gesti e piccole scelte quotidiane di resurrezione, fatte nel rimettere in piedi qualcuno che ha bisogno di rialzarsi, recuperare speranza, ripartire nell’impegno. La nostra gioia da risorti non può essere che quella che sapremo donare. BUONA PASQUA! 

Circolo ACLI di San Donà