Una sandonatese ricorda l’evento del Concilio Vaticano II

Rimembranze sempre presenti: Atti del Concilio Vativano II

Nell’anno 1962 mi trovavo al capezzale di una persona con il compito di controllare le gocce che scendevano dentro la flebo, questo al mattino; l’ammalata spesso si assopiva, in tal modo si faceva sovrano il silenzio, il mio sguardo si alternava: paziente e flebo…

Quel silenzio venne a favorire la lettura del quotidiano L’Avvenire d’Italia.
Il quotidiano Avvenire esplicava il procedere delle varie Commissioni degli Atti dei Padri del Concilio Vaticano II.
Leggevo con particolare attenzione, ero attratta: mi deliziavano i contenuti e mi stimolavano ad apprendere sempre più, ad uscire da me stessa con lucidità, chiarezza, tenacia e vigore.
Dopo la promulgazione dei Documenti del Concilio Vaticano II da don Antonio Menegaldo, sacerdote sandonatese, mi venne, ci venne una proposta, a me e un’amica, di partecipare ad un Corso per Laici a Vetriolo, luogo montano nel Trentino. Vari i relatori, se non erro, Vescovi, in seguito Alti Prelati della Chiesa Cattolica. Fu per me una scossa: una luce nuova, nuovi orizzonti, grandi orizzonti che ancor oggi mi avvolgono, mi interpellano: luce dalla quale mi è impossibile fare a meno.
Le varie Costituzioni e Decreti conciliari entrarono nella mia pochezza, in particolare: DEI VERBUM (La Divina Rivelazione), GAUDIUM ET SPES (La Chiesa nel mondo contemporaneo), LUMEN GENTIUM (Luce delle Genti), L’APOSTOLATO DEI LAICI, INTERMIRIFICA (Gli Strumenti di Comunicazione Sociale).
Nella nostra Città di San Donà di Piave, ben ricordo l’apertura mentale di monsignor Angelo Dal Bo inerente al Decreto “Apostolato dei Laici, allorchè con immediatezza comprese una informazione di alcune donne, eravamo cinque, che gli dissero “siamo nella Chiesa, ma usciamo dal circuito parrocchiale , andiamo in un luogo neutrale, nel campo Culturale, che non sempre fonda nella Verità: Gesù Cristo Signore “Io sono l’Alfa e l’Omega, … il principio e la fine” ( Ap. 22,13).

La veggenza di Mons. Dal Bo ci fu: porta aperta ad essere nel mondo ma non del mondo (Gv 17).

Scolastica