Via Crucis in piazza – 2 aprile 2010

Venerdì 2 Aprile 2010 – Duomo San Donà di Piave – h. 20.30

Davanti alla fontana
PRIMA TAPPA
1^ stazione

mani che spezzano il paneMani che spezzano (il pane)

Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Tutti: perché con la tua santa croce hai redento il mondo

AZIONE: le due assi vengono unite


BRANO EVANGELICO (Lc 22, 19)

Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me».

MEDITAZIONE

È un gesto semplice, certo tra i più quotidiani. Eppure in questo gesto tu, con la stessa semplicità, ti sei offerto a noi.
Niente miracoli strepitosi, niente fenomeni spettacolari o prodigi mai visti che avrebbero sicuramente convertito l’ateo più convinto. Una mensa, alcuni amici, un pane. Tutto nell’anonima intimità di una casa; come quella notte, nella grotta, nessun fragore, nessuna folla strepitante.

Guardo le tue mani che benedicono questo pane. Quanta fatica dietro questo pane! Sento la tua voce che ringrazia il Padre. Quanta fatica credere in Lui. Guardo le tue mani che spezzano il pane e lo offrono gratuitamente a quanti sono disposti ad accoglierlo.

Guardo le mie mani: ogni giorno toccano i numerosi frutti della fatica e del lavoro dell’uomo, ma è difficile che me ne ricordi. Dalla mia bocca raramente salgono al cielo parole di ringraziamento, di benedizione. Molto spesso, ciò che toccano le mie mani mi appartiene, è per me soltanto, gelosamente custodito. Per gli altri solo scarto, il superfluo, l’inutile, se non traggo guadagno.

Gesù prende in mano il pane e, prima di spezzarlo, rende grazie, riconoscendo in esso un dono, e un dono vitale e prezioso destinato a tutti. È quando il pane viene spezzato, quando perde la sua integrità per essere distribuito a tutti i commensali, che Gesù ci insegna il senso vero di quel dono, ossia che va condiviso. Come il pane è strumento di vita fisica, Gesù si offre quale strumento e via di Vita Eterna; si offre spezzato; si divide tra tutti noi come quel pane, senza altro motivo che l’amore gratuito che ce l’ha portato. E ci insegna ancora che nulla di quanto abbiamo ricevuto nell’Amore e per Amore può essere tenuto solo per noi, ma deve essere condiviso con i nostri fratelli. Ognuno di noi può essere davvero dono per gli altri se segue la Via che Gesù ci propone e ci indica. Quella via è Lui stesso.

INNALZAMENTO DELLA CROCE

PREGHIERA: Noi ti ringraziamo Signore

  • Signore, ti ringraziamo per il dono della vita, che ci è giunto prima di ogni nostro desiderio.
  • Signore, ti ringraziamo per il dono della famiglia, nella quali ciascuno di noi può decidere, a partire dal primo sì che l’ha costituita, di essere dono per l’altro, qualunque cosa accada.
  • Signore, ti ringraziamo per il dono dei figli: dono di gioia, di speranza, di abnegazione, di sacrificio, di unione e di libertà.
  • Signore, ti ringraziamo per l’esempio di Amore che spesso riceviamo dagli altri nella semplicità.


GESTO COMUNE: Padre nostro con le mani aperte

ORAZIONE (don Gino)

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio… 

Amen

Riprende il cammino verso la seconda tappa, canto del canone: In manus tuas

Dietro alle poste

SECONDA TAPPA:
2^ stazione:

mani che lavanoMani che lavano

Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo,

Tutti: perché con la tua santa croce hai redento il mondo

AZIONE: vengono piantati i chiodi ai lati

BRANO EVANGELICO (Gv 13, 3-5)

Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

MEDITAZIONE

Acqua che cade sopra la mia testa per farmi amico tuo, acqua che cade dentro un catino per lavarmi i piedi quando tutto è compiuto. Mani che accarezzano la mia testa quando piena di lacrime mi getto ai tuoi piedi, mani che mi lavano i piedi anche se sai che ancora ti tradirò.

Hanno camminato per terra questi piedi, sono andati di corsa ignorando la bellezza, hanno calpestato per arrivare primi, si sono impolverati lungo le salite di questa giornata: e ora tu li lavi a me. Non li vuoi vedere sporchi e affaticati, non vuoi che portino il segno del tempo e della strada, ci vuoi puliti vicino a te e, in ginocchio, li lavi davanti a me.

Le tue mani mi lavano i piedi, ogni giorno. E la tua presenza servile costante quasi mi ha abituato al lusso di un Padre che sempre si inginocchia e, con umiltà, si mette a livello della terra perché la mia umanità venga purificata. E ancora scappo, lascio che i miei piedi corrano sulla strada e si allontanino dalle tue mani premurose. Mi è difficile accettare il tuo servizio, la tua umiltà, la tua tenerezza di Padre che mi invita a fermarmi e a lasciarmi lavare.

L’ultima giornata che Gesù trascorre con i suoi amici prima della condanna si chiude con un gesto che non lascia indifferenti. È così forte e inatteso che nemmeno Pietro, che più di altri pensava di aver intuito la grandezza del mistero di cui era testimone riesce ad accettarlo e a comprenderlo. Attraverso l’immagine di Gesù-servo, ci viene consegnato un messaggio di servizio e di umiltà. Gesù ci insegna a fare attenzione alle esigenze dei nostri fratelli, e inginocchiandosi ci mostra come per servire il prossimo sia necessario “prendere posizione”, spostarsi, chinarsi, usare bene le nostre mani senza paura di sconvolgere l’ordine e le gerarchie. Allo stesso tempo, ci insegna anche a mettere da parte l’ansia di voler farcela da soli, senza l’aiuto di nessuno, e ci invita a sederci e a lasciarci lavare i piedi da Dio, affidandoci alla sua misericordia e alla sua Volontà.

INNALZAMENTO DELLA CROCE

PREGHIERA: Sciogli i nostri cuori Signore

  • O Padre, vinci il mio, orgoglio, fa’ che mi lasci lavare i piedi da te, per camminare libero nelle tue vie.
  • O Padre, donami l’umiltà di chi vede il proprio peccato, fa’ che mi lasci baciare i piedi da te, per accettare senza rimpianto e senza vergogna i miei limiti e i miei difetti.
  • O Padre, abbatti le mie difese, fa’ che mi lasci asciugare i piedi da te, perché anch’io sappia asciugare la sofferenza nel volto dei fratelli
  • O Padre, rimprovera la mia mediocrità, fa’ che mi lasci profumare da te, per diffondere ovunque, senza paura, la fragranza e la Bellezza del Vangelo.

ORAZIONE:

O Dio, che ci hai riuniti per ricordare la sera nella quale il tuo unico Figlio, consegnandosi alla morte, ci insegnò alla Chiesa la grandezza del servizio, fa’ che dalla contemplazione di così questo mistero attingiamo pienezza di carità e di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio …

CANTO: Signore dolce volto


3^ stazione:

mani legateL’arresto di Gesù: le mani legate

Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Tutti: perché con la tua santa croce hai redento il mondo

BRANO EVANGELICO (Gv 18, 12)

La coorte, dunque, il tribuno e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono.

MEDITAZIONE

Con la corda del potere ti hanno legato le mani. Quelle mani che avevano pregato, guarito, confortato, sfamato tanti fratelli. Quelle mani che avevano mutato l’acqua in vino, e spezzato il pane per noi. Le hanno legate credendo di fermare con quella corda le tue opere buone, di soffocare con l’oltraggio e la menzogna la fiamma del tuo amore. Docilmente hai offerto a loro i tuoi polsi. Senza dire una parola, ti sei lasciato legare, spogliare, oltraggiare.

Guardo le tue mani legate e penso a quante corde ho aggiunto io a quei polsi; a quante volte ti ho impedito di operare. Anch’io ho annodato e stretto quei polsi!

Guardo le mie mani. Spesso non mi sento libero di agire come vorrei. Non sempre riesco ad imitare con le mie mani i tuoi gesti. Molte corde legano anche i miei polsi: invidia, egoismo, paura… Altre volte è un potere più grande, quello stesso che ti ha condannato e condanna tutti noi, costruttori di pace.

L’immagine di Gesù con le mani legate, fermo e incapace di muoversi, muto di fronte all’interrogatorio di Pilato, uomo come noi, non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. La cattura di un re non ha splendore per potercene compiacere. Ma Gesù non è un re sconfitto: Egli si è lasciato legare i polsi, e ha mantenuto libero il suo cuore. Ha scelto di avere le mani legate perché attraverso il suo sacrificio fossero slegate le nostre mani.

L’uomo continua a stringere nodi attorno alle mani di Gesù quando pensa di disporre del bene e del male, quando rinnega la vita, quando si compiace solo della sua umanità e rinuncia alla comunione con Dio.

Gesù invece tiene stretti quei nodi nelle sue mani, e li porta con sé sulla croce, per scioglierli attraverso la sua morte e rendere libero ogni uomo.

INNALZAMENTO DELLA CROCE

PREGHIERA:   Sciogli i nostri cuori Signore

  • Signore aiutaci a non rinunciare a stare dalla parte della verità anche quando ci sentiamo legati dalla paura e dal giudizio degli altri
  • Signore prendi nelle Tue mani i limiti e le difficoltà che ci tengono legati, lontano da te…
  • Signore perdonaci per il nostro egoismo e per l’ostinazione con cui cerchiamo di trattenere beni, legami e affetti.
  • Signore perdonaci se per la nostra pusillanimità, invece del coraggio di scelte che uniscono, abbiamo operato per la divisione e l’egoismo.

GESTO COMUNE: nodi alle cordicelle

Guida: Le  mani legate di Gesù ci richiamano a tutti quei gesti e quelle situazioni in cui anche noi, invece che liberare l’amore, lo abbiamo legato e imprigionato nelle nostre piccole o grandi paure, ipocrisie, meschinità…

Prima, entrando in chiesa, abbiamo ricevuto un pezzetto di spago. Su quello spago possiamo adesso fare dei nodi, nodi che ci ricordino quali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che siamo chiamati a convertire. Poi, una volta entrati in chiesa, andando a baciare il crocifisso, chi desidera potrà deporre i propri nodi ai piedi del Cristo.

ORAZIONE:

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito, fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste. Per Cristo nostro Signore.

Riprende il cammino verso la seconda tappa, canto del canone: In manus tuas

Piazzetta delle Grazie

TERZA TAPPA:
Quarta stazione:

mani che sopportanoGesù porta la croce: mani che sopportano

Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo,

Tutti: perché con la tua santa croce hai redento il mondo

AZIONE: Vengono piantati i chiodi ai piedi

BRANO EVANGELICO (Gv 19, 16-18)

Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.

MEDITAZIONE

Come potranno queste tue mani sopportare il peso dell’umanità? Ti hanno caricato della croce, dei peccati del modo, dei nostri peccati, dei miei peccati. Tu, l’uomo giusto. Tu, in cui nemmeno Pilato riuscì a trovare nulla di male. Tu, mite ed umile di cuore. Hai accettato una sentenza ingiusta, hai accolto una croce immeritata. Ti sei immolato per noi. Guardo le tue mani di uomo buono trasformate dallo sforzo. Non sono più mani che pregano. Non sono più mani che benedicono. Sono tendini arcuati dalla fatica, muscoli contratti contro ogni gravità, arterie che pulsano d’amore, vene rigonfie di quel sangue che presto sgorgherà per noi. Basterebbe un piccolo gesto; guardo le mie mani, sono troppo deboli, troppo stanche. Eppure, se mettessi queste mani sotto la tua croce… invece di caricarla ogni giorno con il peso dei miei peccati, basterebbe che mi piegassi al tuo fianco per condividere con le mie mani la tua fatica.

Ancora una volta, Signore,  ci hai scelto: hai scelto di amarci fino in fondo. Con le tue mani hai preso su di Te il legno aspro della croce, lo hai voluto prendere e lo hai tenuto saldamente, nonostante la fatica, fino al Calvario. Non lo hai tenuto tuo malgrado, come il condannato subisce – costretto – la sua pena, ma lo hai portato con volontà e obbedienza di Figlio, come si porta un grande valore, perché è proprio attraverso quella croce che hai completato la Tua opera di salvezza per amore nostro. È il nostro peso, quello dei nostri peccati, che hai deciso di portare con le tue mani, al posto nostro, per amore nostro. E ci fai capire che la croce portata per Amore non è umiliazione e sventura: attraverso il dolore e le fatica che certamente porta con sé, essa ci svela realmente la profondità e la gioia incontenibile del vero Amore. Che tutto sopporta e mai perde la speranza.

INNALZAMENTO DELLA CROCE

PREGHIERA: Rafforza l’opera delle nostre mani, Signore.

  • Signore, concedici la forza e il coraggio di aiutarci a portare i persi gli uni degli altri, ubbidendo così all’insegnamento del tuo Figlio.
  • Signore, quando abbiamo più bisogno di aiuto, dacci qualcuno da aiutare.
  • Signore, non farci mancare il Tuo sostegno quando assistiamo amorevolmente e con pazienza i nostri fratelli malati nel corpo e sofferenti nello spirito.
  • Signore, aiutaci a riconoscere sempre nelle difficoltà e nelle sofferenze dei nostri fratelli, la stessa sofferenza e fatica patite da Gesù, perché nessuno sia lasciato solo proprio quando ha più bisogno di aiuto.

GESTO COMUNE: in silenzio affidare nella preghiera qualcuno che soffre

Guida: rimaniamo ora un po’ in silenzio, e, alzando le mani al cielo, offriamo al Signore quelle persone che sappiamo essere nella sofferenza. Quanti ci stanno a cuore, quanti si raccomandano alla nostra preghiera e tutti coloro per cui nessuno prega.

ORAZIONE:

Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell’umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

Riprende il cammino verso la seconda tappa, canto del canone: In manus tuas

In Duomo
QUARTA TAPPA:
5^ stazione:

Gesù incontra la morte

Guida: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo,

Tutti: perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Solista: Dopo il dono e la condivisione,
dopo l’umile servizio
dopo la condanna e l’umiliazione
dopo la fatica e il sacrificio
ora tocca a Te o Padre:
apri le tue mani e accogli lo Spirito del Figlio Tuo.

BRANO EVANGELICO: (Mt 27, 45-50.54)

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactani”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Ed emesso un alto grido, spirò.

GESTO COMUNE: ci si inginocchia

Mentre si sta in ginocchio viene issato il drappo rosso attorno crocifisso in Altare Maggiore

AZIONE: VIENE SCOPERTA LA CROCE DISTESA PER TERRA

MEDITAZIONE

Omelia di don Gino.

INVOCAZIONI: preghiera dei fedeli

PADRE NOSTRO: cantato

PREGHIERA:

Guarda con amore, Padre, questa tua famiglia, per la quale il Signore nostro Gesù Cristo non esitò a consegnarsi nelle mani dei nemici e a subire il supplizio della croce. Egli è Dio, e vive e regna…


BENEDIZIONE CON LA CROCE

Guida: Possibilità per chi non l’ha fatto, di baciare il crocifisso. Chi desidera, mentre si avvicina per il bacio al crocifisso, può depositare il pezzetto di spago con i nodi, nelle ceste sui gradini.

Accompagneremo questo momento con il canto alternato ad alcuni momenti di silenzio:

Si eseguono nel frattempo i seguenti canti:

–          Credo in Te Signor;

–          Signore ascolta, Padre perdona

–          Purificami o Signor