Vincitori al concorso nazionale “Eucarestia e Vita”

ITIS Vito Volterra di San DonàIn occasione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si tiene ad Ancona dal 3 all’11 settembre 2011, è stato bandito un Concorso scolastico  nazionale per studenti delle scuole di ogni ordine e grado dal tema “Eucarestia e Vita. La meraviglia del quotidiano”, promosso dalla CEI.

La classe 3^ I dell’Itis “Vito Volterra” di San Donà ha vinto il primo premio del concorso.

La professoressa di religione Paola Ghiraldelli con i suoi 13 studenti si sta preparando per andare nelle Marche il 7 e l’8 settembre per ricevere il premio.

Il Concorso prevede una selezione a livello del Triveneto ed anche qui la classe ha vinto il primo premio. Il premio regionale sarà consegnato alla scuola superiore mercoledì 21 settembre con la presenza dei secondi classificati: 2^ C dell’Istituto ‘Marinoni’ di Udine, e dei terzi: la 5^C  dell’I.C. ‘Marco Polo’ di Trieste.

Nel concorso vi erano 5 ambiti ed i ragazzi dell Itis “Volterrra” hanno scelto quello della VITA AFFETTIVA (Eucarestia come dono e ringraziamento). Titolo del lavoro conclusivo: “IO CREDO CHE…” (L’Eucarestia come dono e ringraziamento aiuta a vivere le relazioni umane dell’amicizia nella quotidianità).

E’ stato prodotto un DVD con un filmato centrato sull’amicizia: dalla esperienza quotidiana, normale, alla riflessione critica della scoperta di dimensioni fondamentali. Gli studenti hanno realizzato un prodotto originale con la musica, le parole, le fotografie, i video, le riflessioni, il montaggio, la regia.

La prof. Ghiraldelli spiega il lavoro fatto:

“In una scuola superiore statale non è scontato e facile proporre la partecipazione ad un Concorso centrato sull’Eucaristia. Gli studenti della classe III sezione ‘I’ hanno accolto questa “sfida educativa” e scelto di approfondire il tema “Eucaristia e vita” proposto dal Concorso.

La parte teorica in classe è stata seguita con serietà, interesse, attenzione e coinvolgimento; la scoperta di avere un amico in più in Gesù li ha portati a rileggere la propria esperienza personale e comunitaria. Di qui la scelta unanime della tematica di approfondimento dell’amicizia a partire dalle relazioni scolastiche ed extrascolastiche – con occhi aperti sugli avvenimenti mondiali quali l’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia e la sofferenza degli immigrati – ritenute le più vicine alle esperienze concrete e quotidiane in questa particolare età di formazione della vita di adolescenti spesso segnata dalla solitudine, dalla fragilità. I ragazzi si sono organizzati autonomamente, ciascuno ha messo a disposizione la personale creatività e competenza con impegno, gioia e fantasia riuscendo a coinvolgere e a trainare i più timidi, gli insicuri e ‘i lontani’ anche dalla chiesa. I pomeriggi passati insieme per la composizione del testo e della musica, per le istantanee di tante foto in luoghi diversi, per le registrazioni video nella scuola di appartenenza, per la riflessione della poesia di D.M. Turoldo, per la composizione del prodotto completo, per un pezzo di pizza fredda condivisa al termine delle lezioni in modo da esserci tutti e fedeli all’impegno assunto, per la fatica di conciliare lo studio con questo lavoro hanno creato una profonda unità, bella amicizia dal sapore veramente speciale di ringraziamento riassunto nelle parole della canzone “Io credo che …”.

E’ stato motivo di profonda sorpresa e imprevisto positivo stupore seguire le notizie o richieste che gli studenti si scambiavano su Facebook per avere qualche foto, o per esprimere la soddisfazione di aver fatto una buona registrazione o una buona cantata, essere riusciti a studiare per la verifica del giorno dopo . . . e comunque sempre l’utilizzo di un linguaggio nuovo: il ringraziamento. Il gruppo classe è veramente cresciuto in questa attività. Qualcuno non ha avuto timore di esporre pubblicamente alcune riflessioni: “più che di macchine abbiamo bisogno di umanità, più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà”; “possa io fare della mia vita qualcosa di semplice e diritto, come un flauto di canna che il Signore riempie di musica..”; questi tra i numerosi messaggi positivi che forse possono trasmettere un po’ di gioia o far riflettere altri giovani sui valori e sul senso della vita.

Un’esperienza interessante ed inedita.”